Medicina palliativa olistica e cannabis medica nel dolore

Medicina palliativa olistica e cannabis medica nel dolore neuropatico cronico (dolore da arto fantasma, polineuropatia diabetica, nevralgia post-erpetica , fibromialgia etc) e nel dolore da cefalea ed emicrania.

Generalmente il dolore, che sia di origine conosciuta, quello neuropatico cronico generalmente da lesioni nervose, che quello da cefalea/emicrania di origine sconosciuta spesso psicogeno, hanno scarso giovamento con i comuni farmaci analgesici/antidolorifici e/o psicofarmaci che sono gravati da numerosi effetti collaterali. La medicina palliativa olistica, con in primis la cannabis medica, può essere un risposta in particolare in quei casi resistenti ai farmaci ed in situazioni gravi e cronicizzate. Le attuali terapie impiegano FANS e Paracetamolo nella cefalea ed antiepilettici fino agli antidepressivi nel DNC (dolore neuropatico cronico) mentre si sperimentano, nei più prestigiosi centri universitari al mondo, terapie complesse a base di prodotti naturali come antiossidanti, olio di pesce, fattori di crescita derivati dai funghi officinali e derivati della cannabis medica, proprio come nella pratica della medicina palliativa olistica.Maggiori informazioni

Un fungo afrodisiaco dalle incredibili proprietà

Come ostriche e cioccolato vengono considerati afrodisiaci, ora anche un fungo afrodisiaco è stato ritrovato nelle Hawaii e sembra avere i medesimi poteri stimolanti. Una specie ancora senza nome,  di un brillante arancione, che cresce sulle pendici vulcaniche, potrebbe infatti possedere proprietà simili, o addirittura più potenti. I ricercatori hanno scoperto che il ‘fetido odore’ del fungo può innescare climax spontanei nel genere femminile.

fungo afrodisiaco

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Funghi per la digestione


L’intestino, con la sua notevole area di contatto con i prodotti della digestione (circa 300 metri quadrati di superficie), rappresenta uno tra i più importanti organi del corpo; svolge infatti importanti funzioni digestive, promuove l’assorbimento dei nutrienti e collabora con reni, pelle e polmoni nei processi di eliminazione dei rifiuti organici e delle tossine.

Gli ultimi tratti dell’intestino, il colon (o intestino crasso) e il retto, sono certamente la parte più importante perché in tale sede, grazie agli enzimi ed alla flora batterica, termina la digestione e vengono assorbite molte sostanze importanti: l’acqua, gli aminoacidi (i costituenti delle proteine) e parecchi dei prodotti medicinali eventualmente usati.

Ma affinché l’intestino possa funzionare correttamente occorrono due requisiti fondamentali:
– che la flora batterica presente sia attiva e qualitativamente adeguata per completare la digestione,
-che le pareti intestinali siano sufficientemente pulite per consentire un corretto assorbimento dei nutrienti.

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Albatrellus ovinus

Albatrellus ovinus (Schaeff. ex Fr.) Kotl. & Pouz

Tassonomia
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Sottoclasse Holobasidiomycetidae
Ordine Russulales
Famiglia Albatrellaceae
Genere Albatrellus
Sottogenere Albatrellus S.F.Gray 1821

Nome italiano
Fungo del pane.

Nome inglese
Sheep polypore.

Sinonimi
Albatrellus albidus (Pers.) ex S.F.Gray 1821
Polyporus carinthiacus (Pers.) ex Roques 1832
Polyporus luteolus (Beck.) Velen. 1922
Polyporus limonius Velen. 1922
Polyporus lutescens Velen. 1922
Scutiger ovinus (Schaeff.) Murril 1920

Cappello
Diametro 6-15 cm, 1-3,5 cm di spessore, quasi circolare, convesso o spianato, a volte depresso al centro, margini a lobi ondulati, sottili e spesso macchiati di giallo. Superficie glabra, sovente si presenta screpolato al centro del cappello con una fessurazione a tasselli quadrati; colore da bianco a crema ma a volte con macchie brune, giallo-limone o verdastre in età avanzata. Imenoforo con tubuli corti 1-5 mm, pori rotondi o angolosi in numero 2-4 per mm, decorrenti sul gambo, da bianchi a crema nel fungo fresco, tendenti al giallastro al tocco.

Gambo
Centrale o eccentrico, bianco-brunastro, tomentoso e rugoso, generalmente corto, fino a 8 cm, normalmente libero anche su esemplari concresciuti; diametro 1-4 cm, leggermente clavato alla base ma attenuato al piede.

Carne
Bianca, poi giallastra, soda e di facile frattura. Odore e sapore gradevole, fungino.

Habitat
Terricolo, in boschi di conifere in montagna, simbionte dell’Abete rosso, spesso numeroso negli ambienti di crescita; in estate-autunno.

Commestibilità e tossicità
Discreto commestibile solo quando è giovane e fresco, coriaceo e non digeribile da adulto.

Reazioni chimiche
Reazione rossastro-bruna all’idrato di potassio (KOH).

Microscopia
Spore bianche in massa, elissoidi a parete sottile (4-5 × 3-4,5 µm) non amiloidi; Basidi 20-25 × 4-5 µm; ife 2-8 µm di diametro, rigonfie fino a 16 µm, senza giunti a fibbia.

Osservazioni
Più adatto alla conservazione sott’olio o sott’aceto.

Somiglianze e varietà
Altre specie simili oltre al già citato Albatrellus confluens sono Albatrellus subrubescens, considerato tossico e causa di sindrome gastrointestinale, simbionte di Pino silvestre e con gambo di colore aranciato alla base mentre tende a macchiarsi di giallo-verde nell’A. ovinus che è simbionte di Abete rosso. Albatrellus cristatus ha gambo più verdastro e carne coriacea e come il precedente può causare disturbi gastrointestinali. Infine una specie simile èOsteina obducta, facilmente differenziabile in quanto più minuta, con aspetto fascicolato, crescita lignicola e consistenza legnosa a maturità.

Curiosità
I funghi del Genere Albatrellus che hanno interesse alimentare, Albatrelus ovinus e Albatrellus confluens, sono prevalentemente reperibili in ambiente prealpino ed alpino. Fanno la loro apparizione nelle zone più umide, buie e fresche del sottobosco, spesso nei siti di rinvenimento occupano interi pendii montani. In Trentino sono una presenza costante del panorama micologico locale e rivestono particolare interesse come funghi da destinare alla conservazione sott’olio, per tale motivo vengono ricercati con particolare attenzione. Gli Albatrellus tra i cosiddetti funghi boletoidi e cioè con imenoforo a pori e tubuli, si differenziano bene perché i tubuli sono talmente corti da far pensare quasi ad una loro assenza, in sostanza i pori potrebbero essere interpretati come delle cavità, delle piccole introflessioni a cratere del derma. I pori nel fungo giovane sono talmente minuti da non essere visibili ad occhio nudo.

Scheda AMINT tratta da Tutto Funghi

Foto e Descrizioni
Regione Lombardia, Agosto 2008, foto di Massimo Biraghi.

Cordyceps unilateralis

Il Cordyceps unilateralis è un fungo parassitoide che infetta le formiche, in particolare le Camponotus leonardi, alterando il loro comportamento, al fine di garantire la distribuzione capillare delle sue spore. Si tratta di un esempio lampante di parassitismo.[1]. Le formiche vengono infettate attraverso gli spiracoli per la respirazione; le spore del fungo riescono a raggiungere dei tessuti relativamente deboli e comincia a svilupparsi. Quando il fungo è pronto a produrre spore i miceli raggiungono il cervello della formica ed altera le reazioni ai feromoni gestendo il comportamento della formica che raggiunge un microclima adatto al fungo (generalmente temperatura tra i 20° e i 30°, 25 cm dal suolo).

Descrizione della specie

La specie può essere identificata alla fine del suo ciclo di vita per la sua struttura riproduttiva, costituita da uno stroma, nerboruto ma ancora duttile, di colore scuro, il cui stelo si estende dalla parte posteriore della testa della formica alla quale ha provocato la morte. Il fusto ha un ascocarpo appena sotto la punta.

Non commestibile, senza valore.