FUNGI (officinalis ®): IL CIBO-MEDICINA

The concept of “food as medicine,” rooted in Hippocratic tradition, is applied to mushrooms, whose role lies between nutrition and health. Although often marketed as medicinal, their classification remains debated due to variability in active compounds and the tension between scientific evidence and commercial use. Historically, mushrooms have provided essential nutrients, particularly for poorer populations, serving as a valuable source of proteins and vitamins and contributing to disease prevention. In parallel, some species have been used in ritual and psychoactive contexts. In Japan, widespread and regular consumption of mushrooms has been associated with a marked reduction in stomach cancer and other diet-related diseases, alongside increased life expectancy and improved overall health. Their integration into daily diets across the population has coincided with significant public health improvements. The development of Fungi officinalis® introduces a cultivation method aimed at enhancing key bioactive compounds—such as ergothioneine, vitamin D2, and beta-glucans—linked to antioxidant, anti-inflammatory, immunomodulatory, and antineoplastic effects. These compounds are associated with both the slowing of aging processes and the inhibition of abnormal cell proliferation. Mushrooms are ultimately positioned within a broader biological and ecological framework, in which human health is closely connected to a symbiotic relationship with fungi, suggesting a shift toward a more integrated understanding of life and environmental balance.

“Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, affermava Ippocrate di Kos (466 a.C.), padre putativo della medicina e autore del celebre Giuramento a cui ancora oggi i medici si conformano eticamente al momento dell’iscrizione all’Ordine.

Questa frase è tuttora attuale e viene spesso richiamata, anche in ambito commerciale, quando si parla di alimenti funzionali, parafarmaceutici o biologici con presunte proprietà salutistiche. Tuttavia, nella cultura moderna, l’accostamento tra cibo e medicina risulta spesso “indigesto”: il termine medicina richiama infatti la malattia, e per questo si preferisce parlare di alimenti con proprietà nutritive o salutistiche.


I funghi “medicinali”: tra scienza e marketing

Dalla fine degli anni ’80 negli Stati Uniti, grazie anche agli immigrati cinesi, si è diffusa l’idea di alcune specie di funghi coltivati con presunte virtù curative, definiti appunto “funghi medicinali”.

Tuttavia, le sostanze nutrizionalmente rilevanti presenti in questi funghi sono spesso in quantità minime e variabili, rendendo questa classificazione aleatoria e scientificamente discutibile. Se per ottenere un effetto medicamentoso è necessario consumarne quantità elevate, viene meno il concetto stesso di alimentazione, che dovrebbe essere equilibrata, sostenibile e variata.

Di conseguenza, la definizione di “fungo medicinale” è stata spesso percepita più come una strategia commerciale che come una reale categoria scientifica. Nel tempo, il fungo è stato progressivamente spostato dal concetto di alimento a quello di integratore parafarmaceutico, soprattutto in Europa, con risultati alterni e non sempre supportati da evidenze solide.


Il valore nutrizionale tradizionale dei funghi

Fin dall’antichità, i funghi epigei spontanei hanno rappresentato una risorsa fondamentale, soprattutto per le popolazioni rurali più povere. Erano infatti una delle poche fonti disponibili di proteine nobili e vitamine.

Grazie alla possibilità di conservarli essiccati o sott’olio, i funghi costituivano un alimento prezioso, spesso utilizzato in sostituzione della carne, ad esempio sulla polenta durante le fredde serate invernali. In questo senso, rappresentavano un vero “cibo-medicina”, contribuendo anche a prevenire malattie come la pellagra.

Parallelamente, alcune specie di funghi, in particolare del genere Psilocybe, sono state utilizzate in contesti rituali e sciamanici in Sud America e in India per le loro proprietà allucinogene. Oggi questi funghi sono tornati al centro dell’interesse scientifico in ambito psichiatrico, ma questo rappresenta un capitolo a parte.


Il caso Giappone: funghi e salute pubblica

Il paese che più di tutti ha valorizzato i funghi come cibo-medicina è il Giappone. Negli anni ’70, il Giappone presentava la più alta incidenza mondiale di cancro allo stomaco, senza che se ne comprendessero le cause.

Un’osservazione epidemiologica rilevò però che in alcune aree con elevata coltivazione e consumo di funghi, la popolazione mostrava una sorprendente riduzione dei casi di tumore gastrico.

Da questa evidenza partirono rapidamente studi e applicazioni pratiche:

  • introduzione di estratti di funghi nei protocolli terapeutici oncologici (come il lentinano da Shiitake)
  • inserimento sistematico dei funghi nella dieta quotidiana della popolazione (200–300 g a settimana)
  • integrazione dei funghi nei menù di scuole, aziende e ristorazione

In Giappone, la coltivazione dei funghi è regolata rigorosamente e riveste un ruolo quasi istituzionale, con standard qualitativi molto elevati.


Risultati epidemiologici e controversie

Nel tempo, il Giappone è diventato uno dei paesi con:

  • minore incidenza di tumori legati all’alimentazione
  • maggiore aspettativa di vita
  • migliori indicatori di invecchiamento in salute
  • costi sanitari relativamente contenuti

L’utilizzo del lentinano come farmaco oncologico, tuttavia, non ha avuto successo a livello internazionale, principalmente per problemi di riproducibilità e per effetti avversi. Non si esclude che anche la difficoltà di brevettazione abbia influito sulla sua diffusione.

Resta comunque rilevante l’impatto osservato a livello di popolazione, dove il consumo alimentare di funghi ha mostrato correlazioni epidemiologiche significative con il miglioramento della salute generale.


I funghi e l’invecchiamento in salute

L’introduzione regolare dei funghi nella dieta giapponese ha evidenziato effetti a lungo termine sia nella prevenzione delle malattie oncologiche sia nei processi di invecchiamento.

Si ipotizza che alcune sostanze presenti nei funghi agiscano in modo differenziale:

  • rallentando l’invecchiamento cellulare (effetto antisenescenza)
  • contrastando la proliferazione tumorale (effetto antineoplastico)

Tra i principali composti studiati troviamo:

  • ergotioneina
  • vitamina D2
  • beta-glucani

Queste sostanze sono associate ad attività:

  • antiossidante
  • antinfiammatoria
  • immunomodulante
  • antineoplastica

Una visione più ampia: funghi, vita e ambiente

Il concetto di cibo-medicina legato ai funghi non riguarda solo la salute umana, ma si estende all’equilibrio dell’intero ecosistema.

Per comprenderne appieno il ruolo, è necessario superare una visione antropocentrica e considerare i funghi come elementi fondamentali nei cicli biologici e geochimici della Terra.

I funghi rappresentano una delle forme di vita più resilienti, capaci di sopravvivere a condizioni estreme e di contribuire alla continuità della vita sul pianeta. In questa prospettiva, l’uomo non è il centro, ma parte di un equilibrio simbiotico più ampio.


Verso un nuovo paradigma

Accettare il ruolo dei funghi significa adottare un nuovo paradigma basato sulla simbiosi. La salute, sia individuale sia ambientale, dipende dall’equilibrio tra le diverse forme di vita.

In questo senso, l’alimentazione può diventare uno strumento fondamentale per ristabilire questa armonia, seguendo i ritmi della natura e integrando consapevolmente elementi come i funghi nella dieta quotidiana.


Copyright © Dr Maurizio Bagnato 2026

FUNGI E CANCRO FRA CURA E CAUSA: Ruolo della MICOMEDICINA e dei FUNGHI OFFICINALI

Capitolo I

“La congiura del silenzio”

“The conspiracy of silence” by Maurizio Bagnato-MD&Mycologist © Mycomedicine2025

Abstract: The explosion of cancer at a young age, together with the improvement of pharmacological treatment through precision medicine (gene-immuno-therapy), has increased survival but also increased the number of people suffering from multiple neoplasms over time, as well as relapses and outcomes, in need of increasingly expensive treatments and therapies who remain sick with the cancerous disease now to be considered a chronic disease. This fact, combined with the aging of the population in Western countries with increasingly fragile elderly people suffering from chronic polypathologies including cancerous disease, is rapidly bringing the various health systems to the point of no return of sustainability. This situation requires a paradigm shift, that is, moving from disease to health, that is, from a health based on drugs = therapy for the emerging disease,  to the food = nutrient that ensures the maintenance of health through the non-occurrence (prevention) of diseases or most of them before symptoms appear, taken daily with food by the general population and early. There is a brilliant example of active prevention implemented in Japan with mushrooms (FUNGI) and precisely on cancer that cannot be talked about, where the conspiracy of silence is imposed. The Japanese Health Authorities in the 70s, due to stomach cancer of which they had the highest incidence in the world, throught the observation of peasants who grew and ate mushrooms, they found a low incidence of cancer compared to the rest of the population. Therefore the Japanese government decided about 30 years ago to include mushrooms as a recommended weekly food ration for about 300 grams,  currently becoming the population with the lowest incidence of cancer not only gastric but of all those related-related nutrition of the world (about 80% including prostate, breast, pancreas, intestine, liver, esophagus, etc etc) in addition to the clear reduction in all other chronic diseases. This fact, improving the health of the population in general and in particular with implications on the longevity and quality of life of the elderly themselves, has had great repercussions on the Japanese Health Service, which is one of the most efficient and sustainable in the world. Japan is the country where the mushrooms, due to the results obtained, enjoy a particular status: Cultivation is regulated a State Monopoly level, with particular methods to obtain the required nutritional quality and from which some steps of the patented “Fungi officinalis” method were taken. Further confirmation is that of the Pennsylvania State University (USA) group of Djibril M. Ba et al. of 2021, a study published in Advances in Nutrition, entitled: “Higher mushrooms consumption is associated with lower risk of cancer: a systematic review and Meta-analysis of observational studies, a large meta-analysis of observational studies on the subject published in major international scientific journals from 1966 to 2020 (54 years!!) whose results confirm the halving of the cancer risk (-45%) with just 18 grams of fresh mushrooms per day (not even 140 grams / week about half of the Japanese) with a cancer risk tending to zero, which confirms the results of Japan, proportionally increasing the amount of mushrooms taken with the diet. But the researchers say even more: they point to the substance contained in mushrooms: ERGOTHIONEINE (the longevity vitamin according to Prof. Bruce Ames) which for its unique characteristics both among natural substances and among synthetic ones, as  an intracellular antioxidant and extracellular anti-inflammatory (dose-dependent and without the possibility/effects of accumulation), is considered the major author of these incredible results, together with the fungal species where it is most contained: Pleurotus spp, Shiitake, Maitake, Hericium etc etc or in commonly cultivated/cultivable mushrooms.. That’s why it’s better not to talk about it. it’s too easy, I’d almost say .. Watson elementary! 

Beyond Japan, a study of such importance, published not surprisingly in 2021, in the midst of the pandemic, if it had been a drug, would have been the subject of conferences and publicized for decades, but so much so that we, as medical class, must pass the message that mushrooms are almost vegetables but less digestible and with fewer properties and we must look at them with suspicion because they can also be harmful! The conspiracy of silence continues

L’impatto del cancro nella nostra società è sempre più devastante: se da una parte l’abbassamento dell’età d’insorgenza è una cattiva notizia, dall’altra è positiva l’aumentata sopravvivenza, tuttavia sono sempre più frequenti i cancri che si susseguono nel tempo nei pazienti apparentemente guariti dove oltre alla recidiva e agli esiti, se ne presentano spesso di nuovi, multipli ed in sedi diverse, tanto da poter parlare di malattia cancerosa quale entità nosografica a sè stante. Gli innegabili risultati della ricerca hanno come corollario l’aumento dei costi delle moderne terapie con farmaci personalizzati (gene-immunoterapici) che stanno suscitando sempre più speranze: sembra che stia avvenendo quello che è avvenuto per l’AIDS, ovvero non si muore più o meglio si muore di meno e comunque si rimanda nel tempo l’exitus. Ma a che prezzo? Queste terapie sono solo per pochi (l’accessibilità è il tema) e comunque costano tanto e quando si riesce a sopravvivere si lasciano eserciti di malati cronici spesso anziani invalidi bisognosi di tutto ma soprattutto di cura e assistenza sanitaria complessa e di farmaci sempre più costosi. La malattia cancerosa o cancro cronico (così per come lo è diventato) anche negli anziani insieme a tutte le altre malattie croniche, unite all’invecchiamento generale della popolazione, creano un mix micidiale rendendo non più sostenibili i costi del SSN che rischia perciò di collassare trascinandosi non solo i conti dello Stato ma anche la stessa tenuta sociale.

Quello che non è più procastinabile è un cambio di paradigma: passare dalla malattia alla salute, cioè dal farmaco=terapia per la malattia emergente, che spesso è solo il sintomo più evidente con cui si manifesta lo squilibrio sotterraneo che sostiene la vera causa, all’ alimento=nutriente, il quale assicura il mantenimento della salute con la non-insorgenza delle malattie o di gran parte di esse prima dell’appalesarsi dei sintomi (prevenzione primaria), preso giornalmente con il cibo dalla popolazione generale e precocemente. In una parola la prevenzione attiva nei tempi giusti. Ma applicare praticamente tali principi, al di là delle enunciazioni di facciata sulla prevenzione buone solo per i convegni ed a condizione di avere già una classe di alimenti-nutrienti adatti e disponibili, non farebbe piacere alle multinazionali del farmaco e perciò non se PUO’ né se ne DEVE parlare nemmeno come ipotesi di studio, né accennare o meglio nascondere quanto è già accaduto e accade nel mondo. Perché l’alimento già c’è e sono i Funghi (FUNGI) e l’esperienza è già stata fatta e da molti anni in Giappone con risultati eccezionali. Questa è una vera e propria “congiura del silenzio” a cui partecipano attivamente la classe medica, i media, OMS, gli stakeholders vari sotto la potente regia di Big-pharma. Perché la prevenzione è vero, non paga.

Tutti coloro che ci seguono conoscono i risultati del più grande studio epidemiologico osservazionale “in itinere” effettuato “sul campo” (meglio “in serra”) svoltosi  sul pianeta Terra e di cui è vietato parlare (la più grande congiura del silenzio),  quello in Giappone di correlazione fra assunzione di una tipologia di alimento – nel nostro caso i funghi (FUNGI) – e la riduzione del rischio cancro nella popolazione giapponese che fino a non molti anni fa era quella con la più alta incidenza di cancro gastrico al mondo. A seguito dell’osservazione risalente agli anni 70 di contadini che coltivavano e mangiavano funghi avendo così una bassa incidenza di Cancro rispetto al resto della popolazione,  il governo giapponese decise circa 30 anni fa di inserire i  funghi come razione alimentare settimanale raccomandata per circa 300 gr, diventando attualmente la popolazione con la più bassa incidenza di cancro al mondo non solo gastrico ma di tutti quelli alimentazione correlata-relata (circa l’80%  compreso prostata, mammella, pancreas, intestino, fegato, esofago, etc etc) oltre alla netta riduzione di tutte le altre malattie croniche. Tale dato epidemiologico, la maggiore evidenza scientifica per i numeri, ha trovato ulteriore riscontro nelle statistiche di mortalità/morbilità del Giappone che è il paese al mondo con  l’età media più elevata insieme all’aspettativa di vita, con indicatori di qualità che mostrano una popolazione anziana longeva ed in buona salute senza, peraltro, l’eccesso di  ricorso all’uso-abuso di farmaci ed in generale alle cure e all’assistenza del SSN, che negli anziani sono complesse e dispendiose, con conseguenziale riduzione della spesa sanitaria pro-capite, liberando così risorse che riescono a conciliare standard di eccellenza prestazionale e compatibilità economica come universalmente riconosciuto per la sanità giapponese. Il Giappone è il paese dove i funghi, per i risultati ottenuti, godono di uno status particolare: la coltivazione è regolata a livello di Monopolio di Stato con metodiche particolari per ottenere la qualità nutrizionale richiesta e da cui sono stati tratti alcuni passi del metodo brevettato “Fungi officinalis”. Qualcuno dovrebbe informare i nostri politici della realtà di questo popolo, noi che abbiamo la seconda popolazione più vecchia al mondo dopo proprio i giapponesi, ma risultiamo difficilmente paragonabili a loro, causa una bassa qualità della vita con scarsa salute soprattutto negli anziani, che invecchiano malati, tant’è che già dal tempo dei romani, da cui discendiamo anche come mentalità (altro tema importante), si identificava la vecchiaia con la malattia “senectus ipse morbus”, la quale sostiene una spesa sanitaria alle stelle e di converso servizi sanitari  scadenti, salvo rare eccezioni, che non riguardano tuttavia gli anziani dove spesso alla vecchiaia e alla malattia viene associato  il termine povertà (politically correct il termine diventa accessibilità).  Sarebbe il caso di riaffermare che insieme a “Prevenire è meglio che curare”, agire nella prevenzione primaria, sugli stili di vita dove da sempre predomina l’alimentazione (a proposito vedasi “dieta mediterranea ”), paga e ripaga nel tempo e rende sostenibili i servizi sanitari. Sempre che si trovi un governo che abbia il coraggio di andare contro gli interessi di Big-pharma.

Un’ulteriore conferma è quella del gruppo della Pennsylvania  State University (USA) di Djibril M. Ba et al. del 2021, studio pubblicato su Advances in Nutrition, dal titolo:” Higher mushrooms consumption is associated with lower risk of cancer: a systematic review and Meta-analysis of observational studies, una grande metanalisi di studi osservazionali sull’argomento pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche internazionali dal 1966 al 2020 (54 anni!!) i cui risultati confermano il dimezzamento del rischio cancro (-45%) con appena circa 18 gr di funghi freschi in media al giorno (nemmeno 140-150 gr/sett. circa la metà dei giapponesi) con un rischio cancro tendente a zero, cosa che conferma i risultati del Giappone, crescendo proporzionalmente la quantità di funghi assunti con l’alimentazione. Ma i ricercatori dicono ancora di più: indicano la sostanza contenuta nei funghi: l’ERGOTIONEINA (la vitamina della longevità secondo il Prof. Bruce Ames) che per le caratteristiche uniche sia tra le sostanze naturali e sia tra quelle di sintesi, di antiossidante intracellulare ed antinfiammatorio extracellulare (dose-dipendente e senza possibilità/effetti d’accumulo), è ritenuta la maggiore artefice di questi incredibili risultati, insieme alle specie fungine dove è maggiormente contenuta: Pleurotus spp, Shiitake, Maitake, Hericium etc etc ovvero in funghi comunemente coltivati/coltivabili.. per questo è meglio rimuovere e non parlarne.. è troppo facile, direi quasi .. elementare Watson! N.B.: il riferimento alle criminose circostanze dell’esclamazione del detective Sherlock Holmes frutto della fantasia di Sir Arthur Conan Doyle e’ tutto fuorchè casuale.

Al di là del Giappone, uno studio di tale rilevanza pubblicato, non a caso, nel 2021 in piena pandemia, se si fosse trattato di un farmaco sarebbe stato oggetto di convegni e pubblicizzato per decenni, ma tant’è, noi come classe medica dobbiamo far passare il messaggio che i funghi sono quasi ortaggi ma meno digeribili e con meno proprietà e bisogna guardarli con sospetto perchè possono pure far male! La congiura del silenzio continua ..

Dott. Maurizio Bagnato

Medico-chirurgo e Micologo

Specialista in Igiene e Medicina Preventiva

Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

www.micomedicina.com

Micomedicina©2025

Fungi officinalis Project

Fungi officinalis project-description

” Let food be thy medicine and medicine be thy food.”

                           Hippocrates (460 B.C.)  
Summary                                            
               According to Hippocrates, the spiritual father of every doctor, food should be our main medicine. However, global warming, pollution with soil impoverishment and overpopulated world forced mass food production. This process leads to nutritional deficiencies and junk food rich in saturated fats and carbohydrates, good for energy supply only;  that is often a source of disease both when there is enough and even more when there is a shortage. It is not by chance to believe that almost all tumors originate from epigenetics, i.e. they are due to the two environmental factors mentioned: pollution and bad/insufficient nutrition. The individual factor or so-called “lifestyle” (for instance smoking) is an additional cause. Therefore, as doctors we cannot follow the Hippocratic dictates on food, not being able to arrange prevention for a healthy diet, often expensive, treating most (avoidable) diseases such as chronic ones and many neoplasias only at the end when these occur, through necessary and expensive chemotherapy drugs, with highly relevant social economic and personal costs. Unfortunately, culturally and economically our societies base oneself on disease and not on health, with the interested approval and media support by Big Pharma. The economic and social Elites are well aware of this and it is no coincidence that the Healthy Diet with Medicinal Mushrooms (M.M.) is currently exclusive to wealthy and cultured people. Medicinal Mushrooms so called also Chinese mushrooms as Shiitake, Maitake, Ganoderma etc, are some species of mushrooms, used in feeding by Chinese immigrant in US (from which the name) and traditional in oriental diet, with hystorical or scientifical evidences of health and pharmacological actions. Unfortunately, knowledge and culinary tradition, frequently in addition to the money, is not for all. Is a scientific evidence that in recent decades polluted and low nutrient food, are among the major causes of the exponential growth of chronic diseases and cancer in the most developed countries as well as in the poorer ones called “in developing countries”. In fact in those countries, in addition to the economic impossibility of accessing healthy and sufficient food and to the medical treatments and prevention programs, there is a so high level of soil, atmospheric and water wasting, that we are witnessing to a great cancer epidemic in younger people (Report “Global cancer statistics 2020WHO).
               The connection food-pollution-cancer put together rich and poor countries, old rich and young poor people, the whole world. The association feeding with mushrooms=healthy is tightly connected to the mass presence inside the fruit body (cell wall) of branched-chain Polisaccarydes and Proteoglycan with unique and relevant immunomodulation action basic in prevention throught feeding (Immunocompetence). But the action against cancer/degenerative diseases is synergistic, needs more in quantity and quality and involves a lot of other actors presents (but in few quantities) only in mushrooms, like Ergothioneine, Ergosterol, Vitamin D2, trace elements and minerals (Selenium, Germanium etc). Those molecules are subject of the enrichment method “Fungi officinalis” ® (see later) together to others like alkaloids terpenoids vitamins etc etc. already present in the 20 species of Medicinal Mushrooms (MM) selected by the method.
               In short, the problem seems only technical: find a new cultivation method for a new product: a nutraceutical at the same time nutrition as a pharmacological action. Nevertheless, things are not quite like this, the problem is “Philosophical” and regards how we face Nature or Gaia from Lovelock hypothesis (1996) of a living Earth. If as a species want to dominate the Nature  (this Era is called Anthropocene rightly for impact), we are seeing the results with Global Warming, Cancer by polluted environment and Covid Pandemic; at the opposite we have to accept changing and the evidence that we cannot win this challenge in competitive terms. Respecting our biological limits but trying to prevent by reducing the environmental impact both individual and collective, doing the right thing: consume less and consume the right, improving quality and eco-sustainability. Let us take example from mushrooms that feed on and through waste with excellent energy balance, recreating themselves and all living beings at no cost. From technical point of view, we have all the possibilities, what we lack is the philosophical approach that we must borrow from the fungal symbiosis, that I believe have found in “Fungi officinalis project”.   
Furthermore, it was not ethically acceptable for a doctor like me, at the beginning of this story, that cancer is only a question of money and information (denied).   
              

MICOMEDICINA, FUNGHI OFFICINALI E PATOLOGIE AMBIENTALI

Micomedicina è sinonimo di cura dell’uomo “attraverso” i Funghi Officinali ®. I Funghi officinali ® sono 20 specie di funghi coltivabili ottenuti secondo un Metodo Chimico-Fisico brevettato in tutto il mondo dalla Soc. Startup Fungi officinalis Srl ®, con il quale si riesce a innalzare e standardizzare la concentrazione in nutrienti (metaboliti attivi) contro le malattie a carattere ambientale come quelle cronico-degenerative, rare e fino al cancro, creando un vero e proprio Superfungo. “Attraverso” nella Micomedicina significa anche prendere a modello il modo di comportarsi dei funghi in rapporto alla stretta connessione (simbiosi) con il mondo delle piante di cui sono partner obbligatori ai fini del nutrimento e della difesa contro le malattie. In analogia si ritiene che ciò possa avvenire all’interno del corpo umano per l’attività del Sistema Immunitario e del Ricambio Cellulare, dove c’è bisogno di un alimento funzionale come i Funghi Officinali che nutra e allo stesso tempo curi. Più in generale i Funghi sono indispensabili negli equilibri ambientali, sia macro che microscopici, alla base del mantenimento della vita nel nostro pianeta e di tutti gli organismi in esso contenuti.

FUNGHI E CANCRO ALLA PROSTATA

Revisione analitica degli studi in prospettiva d’uso dei FUNGI OFFICINALIS  

Foto di Hericium erinaceus (officinalis) consigliato da fungi officinalis e MTC x la prostata – gentile concessione della Funghi San Giorgio

Ci sono evidenze scientifiche sia in vivo che in vitro che i funghi hanno capacità di prevenire il cancro alla prostata, attualmente abbiamo anche evidenze cliniche ed epidemiologiche sull’uomo che ribadiscono con forza questo assioma ovvero che l’assunzione dei funghi (vedi articoli allegati 1-2) sia come alimento (1-S. Zhang et alii :” Mushroom consuption  and incident risk of prostate cancer in Japan: a pooled analysis of the Miyagi Cohort Study and the Ohsaki Cohort Study”; Int. Jou. of Cancer 2020) che come integratore (2-P.Twardowski et alii : “A phase I trial of mushroom powder in patients with biochemically recurrent prostet cancer: roles of cytokines and myeloid-derived suppressor cells (MDSCs) for Agaricus bisporus induced PSA responses”; Cancer 2015), non solo determinano una riduzione del rischio in base alla quantità settimanale consumata e correlata all’età, maggiore dopo i 50 aa (1); ma sono utili per impedire le recidive (2), quindi a scopo terapeutico come estratto, diminuendo sia il PSA che i fattori di immunosoppressione. L’estrema importanza ed autorevolezza di questi studi, stride con il silenzio con il quale vengono accolti dalla classe medica e dai media di molti paesi al mondo compreso il nostro, e ciò fa amaramente riflettere.

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