Cannabis e funghi

Cari lettori e “seguaci” della Micomedicina, ci lasciamo alle spalle l’anno funesto e bisesto 2016, per rilanciare con rinnovato vigore i concetti e le pratiche della medicina palliativa olistica nel 2017 appena cominciato parlando di cannabis e funghi.Al presidio fondamentale dei funghi che agiscono come supporto nutrizionale terapeutico e soprattutto preventivo nell’ambito della modulazione della risposta immunitaria antineoplastica, si associa nella pratica fitoterapica della micomedicina e con meccanismi solo in parte conosciuti, la Cannabis medica soprattutto sotto forma di olio in particolare per le patologie oncologiche. Oggigiorno c’è un grande interesse in Italia sulla Cannabis ed il merito è indubbiamente della legislazione nazionale che per la prima volta nell’ambito del SSN, permette la prescrizione e la somministrazione di UN DERIVATO ERBORISTICO, L’INFIORESCENZA DI CANNABIS PREPARATA IN FORMA GALENICA DAL FARMACISTA. Maggiori informazioni

Micoeditoriale 2015

MICOEDITORIALE

La MICOMEDICINA nella MEDICINA PALLIATIVA OLISTICA VS STIPSI (PDF allegati incontri di Micomedicina MPOMICOMED e STIPSIMICOMED)

La svolta della Micomedicina in Medicina Olistica Palliativa, nasce da desiderio di unificare la complessit della medicina attuale, in particolare nella ricerca di un approccio globale/olistico, proprio nel campo che pi di tutti ha bisogno di risposte semplici e immediate: quello della medicina palliativa per i malati terminali. I bisogni del malato terminale sono molteplici: innanzitutto quello di non soffrire oltremodo e di morire con dignit possibilmente nellambiente a lui pi familiare ed accanto ai propri cari. I medici e gli infermieri sono chiamati ad un compito gravoso: quello di dare sollievo ai sintomi immediati e pi gravi, come il dolore somatico o viscerale da cancro, cercando nello stesso tempo di non togliere la speranza ma di far intuire la dura verit, cercando di instradare il malato e i parenti in quel tortuoso cammino di consapevolezza ed accettazione. Tutte le medicine bioenergetiche, in particolare lomeopatia e lantroposofia in occidente, ma soprattutto quella orientale come la medicina cinese, quella tibetana e layurvedica, (che hanno dalla loro anche una filosofia unificante sotto il segno del tao o prana), possiedono una marcia in p nel dare risposte ai bisogni del malato terminale; sono cio per definizione palliative perch non mirano alla guarigione quasi miracolistica del farmaco delle cure cosiddette attive (chemio/antibioticoterapia),ma approcciano riequilibrando uno squilibrio energetico/funzionale che passa attraverso lazione di macromolecole biologiche contenute nei nutrienti dei funghi e delle piante fino a composti pi vicini alazione dei farmaci ed infine, saturato laspetto biologico-organico, si rivolgono a quello elettromagnetico-vibrazionale nelle sostanze omeopatiche che risuonano direttamente con il corpo astrale cio con lanima. E evidente, da quanto detto finora, che solo unapproccio globale (avvolgente/palliativo da pallium:mantello) cio contemporaneo di tutte le armi terapeutiche a disposizione, pu cercare di contrastare un sintomo del malato terminale, utilizzando alloccorrenza anche farmaci allopatici, perch il nostro obiettivo pratico cio far star meglio quel paziente risolvendo nellimmediato il sintomo. La Medicina Palliativa Olistica (MPO) si compone della Micomedicina che con i Funghi rappresenta la Summa delle Medicine Bio-energetiche in considerazione della base organica rappresentata dalla miconutrizione/nutraceutica come di quella teorico/vibrazionale relativa alla direzione di simbiosi e allisopatia. La MPO si compone anche degli altri due aspetti (vedi PDF allegato MPOMICOMED)lOsteopatia olistica e la Psicologia di auto-aiuto secondo il Metodo Simonton.

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VITAMINA D E SCLEROSI MULTIPLA

Alti livelli di vitamina D associati a basso rischio di sclerosi multipla


Levidenza epidemiologica e sperimentale ha mostrato che alti livelli di vitamina D, un potente immunomodulatore, possono ridurre il rischio di sclerosi multipla. Tuttavia, non esistono studi prospettici a sostegno di questa ipotesi. Uno studio coordinato da Ricercatori dellHarvard School of Public Health di Boston, negli Stati Uniti, ha verificato lesistenza di unassociazione tra i livelli di 25-Idrossivitamina D ed il rischio di sclerosi multipla. Lo studio prospettico ha riguardato 7 milioni di soggetti delle Forze Armate degli Stati Uniti dei quali erano disponibili campioni di sangue conservato. I casi di sclerosi multipla sono stati identificati analizzando i database della Marina e dellEsercito sulla disabilit fisica nel periodo 1992-2004, con successiva conferma della diagnosi mediante lanalisi delle cartelle cliniche.Maggiori informazioni

VITAMINA D E DEPRESSIONE

Vitamina D e depressione, nuove conferme


Tra 20 anni, secondo lOrganizzazione Mondiale della Sanit, sar il problema di salute pi diffuso, una delle principali cause di disabilit che gi oggi rende problematica la qualit della vita di oltre 450 milioni di persone in tutto il globo. Per gli esperti dellOMS, la depressione la malattia del secolo, un fardello per la collettivit da un punto di vista sia sociale che economico. Comprendere a fondo i fattori scatenanti dellinstabilit mentale per adottare le giuste contromisure uno dei principali obiettivi della comunit scientifica. Negli ultimi tempi, tra i campi dindagine pi frequentati, vi anche quello che riguarda il contributo della vitamina D alla funzionalit del sistema nervoso centrale. Conferme in questo senso sono arrivate dai dati del terzo US National Health and Nutrition Examination Survey, secondo cui le persone carenti di vitamina D hanno evidenziato un rischio superiore di incorrere in crisi depressive rispetto ai soggetti con livelli nella norma. Non sappiamo scrivono i ricercatori della Georgia State University sulle pagine dellInternational Archives of Medicine se sia la carenza di vitamina D a portare alla depressione oppure se sia questultima a causare questo tipo di carenza. Sono necessari ulteriori studi per decifrare il preciso ruolo della vitamina D nei disturbi psicosomatici. I dati sono stati ricavati a seguito di analisi su 7.970 soggetti statunitensi dai 15 ai 39 anni di et. Maggiori informazioni

VITAMINA D, MALATTIE CARDIOVASCOLARI e DIABETE

La vitamina D potrebbe ridurre il rischio di malattie cardiovascolari


Le ricerche approfondiscono sempre di pi sul benessere del nostro organismo e come promuoverlo al meglio. Si conosce il ruolo della vitamina D, nel gruppo delle vitamine, come agente che aiuta il corpo ad assorbire il calcio. Una ricerca ha indicato anche un’altra propriet della vitamina D: sembrerebbe che essa possa aiutare a proteggere da condizioni come lipertensione, il cancro, losteoporosi ed infezioni. Le persone, particolarmente quelle che vivono in aree poco esposte al sole, hanno una maggiore carenza di questa vitamina. Gli autori di uno studio pubblicato nel 2008 ha suggerito che una carenza di questa vitamina D pu avere delle ripercussioni negativi sul sistema cardiovascolare. Come la vitamina D pu influire sulle funzioni del cuore? Ci sono diversi modi possibili in cui la vitamina D interagisce con la salute del cuore. Forse, a causa delle sue propriet anti-infiammatorie, la vitamina D pu ridurre l’ispessimento dei tessuti del cuore che pu portare ad una insufficienza cardiaca. La vitamina D pu anche equilibrare il percorso ormonale che regola la pressione del sangue, pu ridurre la calcificazione nel sistema cardiovascolare. E’ noto che una carenza di vitamina D contribuisca alla formazione di osteoporosi. Maggiori informazioni

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