Cibi per malati tumorali

4) CIBI E BEVANDE PER MALATI DI TUMORI O NEOPLASIA

SOMMARIO


Ricordiamo che le informazioni fornite sono ad esclusivo scopo informativo e non sostituiscono il medico a cui bisogna rivolgersi per i problemi relativi alla salute.


Principi alimentari per una buona salute (1) up.jpg

Il nostro corpo assume tre elementi dal mondo esterno, l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo ed il cibo.

Sull’aria abbiamo ben poca scelta, se non quella di andare a vivere in un luogo il più possibile lontano dalle fonti di inquinamento, sull’acqua possiamo solo sperare nella buona fede di chi imbottiglia la minerale, perché non ci è più concesso di bere quella del rubinetto (per il troppo cloro in essa contenuto) e tanto meno quella dei fiumi. Per il cibo invece possiamo scegliere e questa scelta determinerà una grande differenza sul nostro stato di salute.

Per la medicina Ayurvedica (l’antichissima medicina tradizionale dell’India) e per tante altre medicine naturali l’assimilazione, la digestione e l’eliminazione degli scarti del cibo sono la causa numero uno di tutte le malattie.

La medicina moderna solo recentemente ed ancora in modo parziale ha messo in relazione la dieta con la malattia. Basta entrare in uno dei nostri ospedali per rimanere inorriditi dal tipo di cibo che viene somministrato ai malati.

Prima che la mia malattia fosse correttamente diagnosticata, mi avevano ricoverato nel reparto di gastroenterologia del più grande ospedale di Firenze. Sia il pasto che la cena erano a base di carne, essendo vegetariano dovevo spesso andarmene fuori a mangiare per non dover digiunare.

Quando protestai, ricevetti la visita della dietologa dell’ospedale alla quale chiesi come fosse possibile che in un reparto dove si curano malattie causate dall’alimentazione, la dieta fosse così malsana. Mi rispose che era d’accordo con me ma che la dieta dei malati non veniva stabilita da lei né da nessun altro dietologo.

La dieta dell’ospedale viene decisa dall’economato che potrà così tenere sotto controllo la spesa.

Lascio al lettore il commento.

Quando ho deciso… up.jpg

Quando ho deciso di non curarmi con i metodi ortodossi contro il cancro ho deciso che avrei cominciato dalla dieta, scoprendo man mano che alimenti di larghissimo consumo e considerati innocui, o addirittura consigliati avevano una lentissima ma progressiva azione stimolante del cancro. Scoprii a mie spese che il vino favoriva il rigonfiamento dei miei linfonodi.

Il mio medico Ayurvedico mi consigliò di diradare l’assunzione di certe sostanze contrarie alla mia costituzione. Gli agrumi, lo yogurt, l’uva fresca, i dolci, le banane in modo assoluto. Io che facevo colazione con Yogurt, una spremuta di arance e mangiavo una banana, dovetti cambiare radicalmente.

Scoprii che la presenza di betacarotene e vitamina C in certa frutta come l’ananas e le albicocche aiutava a superare la malattia. Lo zenzero è anche un forte stimolatore del sistema immunitario ed il suo uso giornaliero preserva anche dai mali di stagione invernali.

Certi libri consigliavano le rape rosse crude, mi comprai una centrifuga e nella stagione giusta mi facevo dei succhi a base di questo tubero dal colore sanguigno. La centrifuga mi permetteva di assimilare le vitamine della frutta in quantità maggiore al normale. Centrifugare le carote fino ad ottenere un bicchiere o due di succo da bere tutti i giorni apporta la quantità necessaria di betacarotene, ed aiuta nell’eliminazione dei metalli pesanti dal tessuto adiposo.

È risaputa l’azione antiossidante dei broccoli e del cavolo in generale, in particol3re sono molto potenti i semi germogliati di broccoli che contengono un agente anticancerogeno detto Sulforafane che stimola il corpo alla produzione di un enzima che previene la formazione di tumori.

Naturalmente la provenienza della frutta e della verdura è di vitale importanza, l’assimilazione di vitamine assieme a residui di pesticidi non aiuta a vivere meglio. È bene dunque scegliere negozi di alimenti biologici garantiti, che per fortuna si fanno sempre più numerosi anche in Italia.

Suggerimenti per alimenti e bevande up.jpg

ELIMINARE: Banane.

La loro maturazione e conservazione avviene in modo artificiale, spesso usando pesticidi potenti. Inoltre la medicina Ayurvedica le considera un alimento che favorisce la nascita delle cellule neoplastiche.

LA CARNE

Ho la chiara sensazione che la carne agisca come stimolatore del cancro e delle malattie moderne in genere. Prima di tutto per il modo in cui vengono allevati e nutriti gli animali con ormoni, steroidi ed altre sostanze che ne favoriscono l’ingrasso. Lo scandalo della mucca pazza credo sia solo la punta dell’iceberg del problema, basta andare in una allevamento di polli o suini per constatare le condizioni in cui vengono allevati.

La carne necessita di un tempo lunghissimo per essere digerita, il che determina che quando assumiamo un secondo pasto, il cibo di quello precedente non sarà stato ancora digerito provocando l’intossicazione dei vari tessuti.

Se proprio non se ne può fare a meno si può mangiare carne di coniglio, pollo e tacchino una volta alla settimana.

ZUCCHERI

Un malato di cancro e chi voglia prevenirlo dovrebbe eliminare gli zuccheri non naturali dalla propria dieta. Evitando dolci, cioccolata, bibite gassate, caramelle ecc.

Il miele, sostanza naturale può sostituire i dolcificanti di ogni tipo e la frutta contiene tutto lo zucchero e glucosio di cui abbiamo bisogno.

I FORMAGGI E I LATTICINI

Secondo la medicina Ayurvedica i formaggi provocano stitichezza che è causa primaria di quasi tutte le malattie. La medicina moderna individua nella troppa assunzione di sostanze grasse la crescita di colesterolo con conseguente ostruzione delle arterie e mancanza di ossigeno nel sangue.

La mancanza di ossigeno sembra essere una delle cause primarie dell’insorgere del cancro, infatti le cellule cancerogene non ne abbisognano e gli ambienti privi di ossigeno sono tanto favorevoli al loro sviluppo quanto sfavorevoli alle cellule normali. Sarà dunque consigliabile un uso moderato del formaggio. Lo yogurt ha lo stesso proprietà di pesantezza insospettate e se ne consiglia un uso limitato. Anche se certe diete lo sconsigliano, come la Macrobiotica, l’uso del latte è ammesso con moderazione.

LEGUMI

I legumi sono fonte primaria di proteine per i vegetariani e se ne farà un uso giornaliero variandone il tipo. Sulle doti anticancro della soia vi sono pareri discordi, ma la grande maggioranza dei terapisti non-convenzionali ne consiglia l’uso, in specie dei germogli del seme freschi.

OLII

Indubbie le qualità anticolesterolo dell’olio di oliva che tutti consigliano. Si deve comunque non eccedere nella quantità. Evitare i fritti è una regola elementare.

L’olio di semi di lino in quantità di un cucchiaio al giorno è salutare al malato di cancro e a colui che il cancro vuole evitare. La dottoressa tedesca Johanna Budwig ha documentato 1000 e più casi di cancro risolti con successo usando l’olio di lino.

L’olio di lino abbassa il colesterolo e i trigliceridi, abbassa l’ipertensione, aiuta i diabetici, gli asmatici, è efficace per i problemi della pelle come psoriasi ed eczemi. Mi raccomando di usare olio di semi di lino non raffinato e pressato a freddo.

BERE

Bere è di fondamentale importanza per il mantenimento della salute. Bere tre litri di liquidi al giorno dovrebbe diventare la sana abitudine di tutti noi. In estate anche di più.

Saranno da evitare le bevande che contengono intossicanti come il tè ed il caffè e le bevande gassate. Un ottimo metodo è quello di bere sempre acqua tiepida o calda, favorisce la digestione e tonifica il corpo.

Una sana bevanda è il tè verde, la bevanda nazionale dei giapponesi. Dal 1987 il farmacologo americano Hasan Mukthar ha presentato circa 40 studi sull’efficacia del tè verde come anticancerogeno. Con innumerevoli esperimenti di laboratorio ha scoperto la connessione fra l’assunzione regolare di tè verde e la riduzione di tumori e di cellule cancerogenetiche.

Il dottor Mukthar attribuisce all’agente chemio-preventivo detto polifenolo la causa delle proprietà anticangerogene del tè verde. In Giappone degli studi epidemiologici hanno mostrato una minore incidenza di cancro nelle popolazioni delle zone dove si produce il tè verde e dove dunque se ne fa un largo consumo (fino a 10 tazze al giorno).

Attenzione però il tè verde va preparato con cura per non sopprimere le sue proprietà benefiche. Si aspetterà alcuni minuti dopo che l’acqua è bollita, prima di versarla sul tè e si terrà questo in infusione solo per 3 minuti, solo così si otterrà il massimo da questa piacevole e sana bevanda.

La medicina Ayurvedica consiglia di bere acqua bollita almeno 45 minuti, dicono che questa acqua completamente pura ha la capacità di purificare il corpo. I Tibetani affermano che la prima malattia è l’indigestione e il primo rimedio è l’acqua calda.

L’azione dell’acqua per la purificazione del corpo si può verificare in vari casi di intossicazione, primo fra tutti il mal di testa che riceve grande sollievo dall’assunzione di acqua in abbondanza.

ELIMINARE: tè nero, caffè, alcool.

Molti di voi, abituati a mangiare “normalmente” si domanderanno: “Se devo rinunciare alla carne, al formaggio dove troverò le proteine necessarie alla mia sopravvivenza?”

Risponderò citando il mio amico medico Ayurvedico Navanish Prasad quando i suoi pazienti (e sono molti) che si vedono imporre la stessa dieta gli fanno la stessa domanda: “Dove credete che trovi le proteine l’elefante?”.

Le piante ci danno tutto quello di cui abbiamo bisogno, porci alla vetta della piramide alimentare, mangiando altri animali che come noi vivono in un mondo inquinato, non fa che peggiorare i pericoli di cancro ed altre malattie croniche.

Cambiamo dunque abitudini, ascoltiamo il nostro corpo, nutriamolo senza essere schiavi del nostro palato e degli stimolanti che ci hanno reso simili a macchine che si svegliano al mattino solo al suono di una sveglia e con una tazza di caffè. Torniamo ad essere uomini, mangiando, bevendo e vivendo in armonia con quello che ci circonda.

Nello stesso tempo inviterei a non diventare fondamentalisti dell’alimentazione e di concedere ogni tanto al nostro palato delle soddisfazioni alimentari di cui si sente una forte mancanza in certi momenti. Non vorrei che diventando salutisti ci si trasformi in depressi.

Moderazione è il consiglio.

Riferimenti bibliografici up.jpg

  • 1. Tratto da: La formula di rene Caisse, di Ludovico Guarnieri. pp. 79-83.

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