La ricerca si concentra sulla vitamina D

La ricerca si concentra sulla vitamina D
Materiale editoriale – Descrizione e modalità di aggiornamento

La ricerca rivela tante nuove funzioni vitali per la vitamina D, sostanza sempre più simile a un ormone. Secondo Francesca Bottaccioli, presidente onorario della società di Psiconeuroendocrinoimmunologia, è stato dimostrato che la vitamina D stimola la sintesi della tirosina idrossilasi e di fattori di crescita nervosa come il NGF e le neurotrofine. La D ha quindi un effetto trofico sul tessuto nervoso. Non sembra perciò un caso che in malati di Parkinson si riscontri spesso un deficit di vitamina D. Così come è sempre più documentata una relazione inversa tra livelli di vitamina D e depressione.
Esiste anche una relazione tra vitamina D e sclerosi multipla, a cui è stato dedicato tutto un numero del Journal of Neurological Sciences, organo della Federazione mondiale di neurologia, aperto dalla lettura che Kelly Claire Simon, Kassandra L. Munger e Alberto Ascherio della Harvard University hanno tenuto alla Charcot Foundation. I tre scienziati scrivono che «la supplementazione con vitamina D potrebbe avere un eccezionale impatto sulla diffusione della sclerosi multipla».
A cento anni di distanza dagli studi del Premio Nobel Niels Finsen, per i suoi studi sull´efficacia della fototerapia nella cura della tubercolosi cutanea, la ricerca sta svelando i meccanismi con cui il sole e la luce sono terapeutici. La vitamina D induce i macrofagi a produrre catelicidina, un antibiotico naturale efficace contro il Mycobacterium tuberculosis.

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