Tumori, il futuro delle cure

Tumori, il futuro delle cure

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Si aprono nuove strade per colpire le cellule tumorali, illustrate al congresso mondiale dell’Asco, il più importante al mondo per gli oncologi, appena concluso a Chicago. Sono tre in particolare le nuove strategie anticancro presentate. I ricercatori puntano a tagliare i viveri alla cellula killer, impedendo la formazione di vasi sanguigni che nutrono il tumore grazie a farmaci anti-angiogenesi. Si punta molto anche sui geni, con farmaci che interferiscono con quelli implicati per esempio nel tumore al polmone o con i geni che regolano il metabolismo delle cellule cancerose. E’ possibile anche intervenire sulle cellule staminali immature del tumore soprattutto con i nuovi farmaci chiamati small molecules, piccole molecole che possono diventare veicoli di sostanze tossiche. Possono essere prodotte dai batteri e non da cellule umane come gli anticorpi monoclonali.

Siamo entrati dunque nella terza era delle cure anticancro: quella della diversificazione. Dopo la chemioterapia, che agisce impedendo la moltiplicazione delle cellule tumorali, ma anche di quelle sane, dopo la terapia personalizzata che colpisce bersagli molecolari del tumore che però ha ancora ampi margini di miglioramento, siamo approdati in una fase di approccio innovativo al tumore: colpire il suo ambiente per stroncarlo sul nascere.

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