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Soia , Zn , acido azelaico e B6

Soia
Legume conosciuto da millenni e di cui sono noti i benefici sulla salute in generale e sui capelli. I suoi semi contengono un’alta percentuale di proteine (40%) con buone quantità di aminoacidi essenziali ed inoltre vitamine, glucidi, acidi grassi insaturi, sali minerali. Contengono anche isoflavoni che si comportano come fitoestrogeni: genisteina, daidzeina, glyciteina, biocanina e formononetina. Gli isoflavoni, agendo come deboli estrogeni, contrastano l’eccesso di testosterone ed estrogeni, aumentando la quantità di SHBG. La dadzeina, fitoestrogeno della soia, è convertito dalla flora intestinale nel suo metabolita più importante: l’equol. Studi svolti all’Università del Colorado, dipartimento Scienze biomediche, ha dimostrato che l’equol riesce a bloccare l’attività del DHT occupandone il recettore.

· Ricca in proteine e aminoacidi essenziali

· Ricca in vitamine, sali minerali, glucidi, acidi grassi insaturi, isoflavoni

· Antiossidante e riduce il colesterolo

· La dadzeina, grazie al suo metabolita l’equol occupa il recettore follicolare per il DHT

· Utile per combattere gli effetti negativi sul capello e sull’ipertrofia prostatica

In fitoterapia si usano integratori a base di isoflavoni a dosaggi variabili (60-100mg) meglio se sotto controllo medico visto che gli estratti di soia hanno la possibilità di interferire con il ciclo mestruale e con alcuni farmaci, oltre alla possibilità di alterare lo sviluppo delle ghiandole endocrine del feto.

Zinco-acido-azelaico,-vitaminaB6
Hanno dimostrato di inibire l’azione della 5 alfa reduttasi a livello della pelle umana e perciò si possono ritenere potenzialmente utili per contrastare il DHT. Lo zinco esercita un’azione di inibizione della 5 alfa reduttasi, proteggendo il follicolo e la prostata dagli effetti nocivi del DHT. La sua quantità negli alimenti è minima e ciò giustifica una sua implementazione con la dieta essendo il suo fabbisogno giornaliero intorno ai 15 mg. Per ottenere un’azione inibente sull’enzima può essere assunta per sei mesi a dosi maggiori monitorando l’assorbimento intestinale del rame che potrebbe essere drasticamente ridotto da un eccesso di zinco. L’acido azelaico ha dimostrato di inibire localmente la conversione del TST in DHT. Possiede anche azione antinfiammatoria ed interviene nel processo di cheratinizzazione. Fonti naturali sono la segale ed il germe di grano. La vitamina B6, con la sua molecola piridossale, ha la capacita di inibire la conversione del TST in DHT a livello del follicolo pilifero. È coinvolta nel metabolismo degli acidi grassi, modula la secrezione di sebo e potenzia l’azione antiandrogena dello zinco. Associando zinco, vitamina B6 ed acido azelaico è stata dimostrato un aumento dell’efficacia inibitrice sulla 5 alfa reduttasi a livello della pelle umana.


 

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