Piante medicinali : Aglio e Carciofo

 

PIANTE MEDICINALI AGLIO E CARCIOFO


2) Aglio. Ampiamente conosciuto e apprezzato in terapia come antiaggregante piastrinico e ipolipemizzante, crediamo che l’Aglio necessiti di ben poche presentazioni. Innumerevoli sono infatti attualmente gli studi condotti, e altri sono in atto, sulle proprietà farmacologiche di questo alimento-medicamento, un tempo ritenuto essenzialmente un rimedio ipotensivo e antimicrobico. Da segnalare che la ricerca piu recente si sta indirizzando anche nella valutazione delle reali proprietà antitumorali e immunostimolanti dell’Aglio. Dovrebbe entrare a far parte della normale e quotidiana alimentazione, consumato fresco e abbondantemente. Esistono tuttavia in commercio numerosi prodotti a base di aglio in varie forme estrattive e associazioni. L’Aglio rappresenta il fitoterapico indicato nella prevenzione delle manifestazioni cliniche dell’aterosclerosi, nelle ipercolesterolemie dei soggetti arteriosclerotici, con o senza ipertensione arteriosa.
Il meccanismo d’azione risiede in una inibizione della sintesi del colesterolo per inibizione della HMG-CoA reduttasi e della lanosterolo 14-alfa demetilasi. Inoltre l’aglio consente di intervenire anche su altri cofattori dell’aterogenesi (aggregazione piastrinica, fibrinolisi, pressione arteriosa, ecc.) tali da renderlo prezioso per i soggetti più a rischio. Esistono ormai pubblicati numerosi trials clinici controllati e metanalisi che dimostrano l’efficacia dell’Aglio nel ridurre la colesterolemia di un valore oscillante intorno al 15 %. Oltrettutto molti lavori sono stati condotti con estratti a bassa concentrazione di allicina, mentre oggi abbiamo a disposizione estratti titolati fino al 5 -10 % di allicina. L’efficacia dell’aglio è stata pure dimostrata in uno studio clinico randomizzato in doppio cieco condotto su bambini affetti da iperlipidemia familiare, con livelli di colesterolo superiori a 185 mg/dl. Un solo studio clinico ha mostrato inefficacia dell’aglio nell’ipercolesterolemia moderata (valore medio del gruppo 291 mg./dl.), ma in quello studio era stato utilizzato un macerato oleoso alla dose di 5 mg due volte al dì, pertanto un estratto improprio nella forma e nella dose.

2) Il Carciofo (Cynara scolymus), pianta ricca in polifenoli, flavonoidi e steroli, tradizionalmente conosciuta come coleretico, epatoprotettore, diuretico e ipolipemizzante, è anche presente in Farmacopea Italiana. È il rimedio per eccellenza del paziente dislipidemico giovane o adulto senza ancora importanti manifestazioni cliniche di complicanze cardiovascolari.
E’ una pianta ricca di acidi organici e polifenoli rappresentati dall’acido 5-caffeil-chinico detto anche acido clorogenico (2,5%), dall’acido caffeico (1%) e dall’acido 1,5-dicaffeil-chinico. Contiene anche dei lattoni sesquiterpenici, la cinaropicrina e i suoi derivati, che le conferiscono il caratteristico sapore amaro e dei flavonoidi, in particolare eterosidi del luteololo e dell’apigenolo.

Innanzitutto il Carciofo presenta un’attività coleretica, cioè aumenta la coleresi, per azione sinergica degli acidi organici contenuti (acidi citrico, malico, succinico) e della cinaropicrina. Ed è proprio legato a questa azione anche l’effetto ipolipemizzante: aumento dei recettori cellulari per le LDL, aumentata formazione di apolipoproteine A1 e A2 da parte del fegato con aumento delle HDL.
Inoltre il Carciofo esplica una interessante inibizione della sintesi del colesterolo per inibizione della HMG-CoA reduttasi (è stato dimostrato che un estratto acquoso di carciofo è in grado di inibire notevolmente la sintesi di colesterolo a partire dall’acetato in cellule epatiche di ratto in coltura alla dose di 1 mg/ml. I componenti del carciofo responsabili di questa attività sono il cinaroside e ancor più il suo aglicone luteolina.

Un recente studio clinico in doppio cieco ha dimostrato che 1800 mg di estratto secco di Carciofo determinavano un calo del colesterolo totale del 18,5% contro l’8,6% di quelli del gruppo placebo, mentre il decremento del colesterolo LDL era del 22,9% nel gruppo verum rispetto al 6,3% di quello placebo. La ratio LDL/HDL era del 20,2% nel gruppo verum e del 7,2% in quello placebo. Non sono stati osservati effetti collaterali degni di nota.

Il Carciofo normalmente è una pianta molto ben tollerata anche dai soggetti portatori di colelitiasi. Non sono mai state descritte coliche biliari da uso di carciofo, mentre per il sapore amaro è sconsigliato durante l’allattamento. Potrebbe essere il trattamento, di prima scelta dopo il regime dietetico, del paziente dislipidemico con steatosi epatica.
Si prescrive sotto forma di estratto secco titolato in polifenoli e luteina alla dose di 1.5-2.0 gr/die prima dei pasti principali.

 

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