Riso rosso fermentato

MONASCUS RUBER – PER ABBASSARE IL COLESTEROLO


Nome Latino del lievito: Monascus ruber o purpureus
Nome comune: Riso rosso fermentato
Famiglia di appartenenza del lievito: Ascomicetae
Origine: Asia
Parte utilizzata: riso fermentato, estratti da fungo (lievito) intero
Costituenti attivi: triterpeni, monacolina (lovastatina), acidi grassi.

Caratteristiche generali: Il Monascus si ottiene per fermentazione del riso, grazie alla presenza di un microrganismo appartenente alla famiglia dei lieviti; il riso così fermentato assume una colorazione rossastra.

Uso tradizionale: L’uso storico o tradizionale non può essere sostenuto da studi scientifici: fin dall’ 800 D.C., il riso fermentato rosso è stato utilizzato dai cinesi come cibo ed agente medicinale.
I suoi benefici terapeutici, sia come stimolante della circolazione del sangue sia per il potere digestivo, furono annotati nella farmacopea tradizionale cinese, durante la Dinastia dei Ming (1368–1644).

ECCOCI INFINE AD UN ELEMENTO INTERMEDIO: NATURALE SI’, MA CONTENENTE STATINE

Come noto le statine sono metaboliti secondari di natura polichetidica, inibiscono selettivamente l’enzima 3-idrossi-3-metilglutaril-coenzima A (HMG-CoA) reduttasi, che catalizza la reazione chiave nella sintesi di colesterolo endogeno. In funzione dell’interesse per tale attività farmacologica, sono stati messi a punto processi di produzione di statine per via fermentativa, impiegando ceppi di miceti.

Lo studio delle prime molecole isolate e impiegate in ambito farmacologico (la lovastatina e mevastatina) ha consentito di individuarne altre dotate di maggiore attività biologica e minori effetti collaterali, quali ad esempio la pravastatina.

 

In particolare è emersa la possibilità di ottenere pravastatina come metabolita di biosintesi, isolabile direttamente dai brodi di fermentazione. Lo studio ha quindi previsto la valutazione dell’influenza dei parametri di fermentazione impiegando ceppi di Monascus (Monascus paxii, AM12 e AM12M).

In realtà oggi sappiamo che il riso rosso fermentato con Monascus ruber (o Monascus purpureus) contiene proprio statine, ed in particolare lovastatina (chiamata ancheMonacolina K).

E’ anche utilizzato come alimento in particolare nelle popolazioni asiatiche, ed attualmente disponibili anche nel nostro Paese come integratori: tali prodotti tuttavia devono essere considerati veri e propri “contenitori naturali” di statine, con tutte le avvertenze del caso, piuttosto che prodotti di libera vendita. In particolare sono da temere gli stessi effetti collaterali delle statine e le stesse problematiche di interazione in particolare con i fibrati.
La Food and Drug Administration (FDA) è già intervenuta per impedire il commercio di lovastatina veicolata in questo tipo di integratori, ribattezzati per l’occasione “alimenti funzionali” o “nutraceutici”.

Il Riso rosso fermentato è usato da tempi immemorabili in Cina per il trattamento dei disturbi del metabolismo dei grassi, viene ottenuto per fermentazione del riso grazie alla presenza di un microorganismo, appunto il Monascus purpureus o ruber: il riso così fermentato assume una colorazione rossastra. Numerosi studi clinici dimostrano che è in grado di ridurre la produzione di colesterolo da parte del fegato. Regola inoltre la glicemia, dimostrandosi un valido aiuto anche nei soggetti con valori ematici elevati non solo di colesterolo e trigliceridi ma anche di glucosio.

 

Riso rosso anti-colesterolo non per tutti

Ricercatori toscani invitano a non sottovalutare il profilo di sicurezza di questo «rimedio verde», ampiamente utilizzato contro l’ipercolesterolemia

MILANO – Il riso rosso fermentato, ottenuto dalla fermentazione del comune riso da cucina ad opera di un particolare lievito, chiamato Monascus purpureus o lievito rosso, è molto utilizzato per le preziose virtù ipolipidemizzanti. Gli integratori che lo contengono vengono spesso consigliati a chi ha mostrato un’intolleranza alle statine, i tradizionali farmaci ipocoletsreolemizzanti. In questi casi però occorre cautela perché si rischiano delle reazioni avverse. Lo riferiscono dalle pagine della rivista Annals of Internal Medicine alcuni ricercatori italiani, coordinati da Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di medicina naturale dell’Asl 11 di Empoli.

EFFETTI INDESIDERATI – Le osservazioni dei ricercatori toscani fanno seguito a un articolo americano pubblicato precedentemente sulla stessa rivista che segnalava la validità degli integratori a base di riso rosso fermentato anche in pazienti intolleranti alle statine. «Non dovrebbe essere sottovalutato il profilo di sicurezza del riso rosso fermentato quando questo venga utilizzato nel “mondo reale”- scrivono gli studiosi italiani -. Abbiamo recentemente condotto un’analisi sul database italiano delle reazioni avverse ai prodotti naturali trovando 4 casi di miopatia associata a riso rosso fermentato (range di dosaggio, da 200 a 1200 mg di estratto al giorno). Ogni paziente ha riferito dolore muscolare con aumento della creatinifosfochinasi (un enzima importante presente nel tessuto muscolare e in piccola parte in quello cerebrale. I suoi valori sono alterati in caso di danni o patologie della muscolatura, ndr). I tempo di esordio è stato da 2 a 6 mesi. Dopo la sospensione del prodotto, 3 persone hanno raggiunto una guarigione completa, mentre un paziente intollerante alle statine ha mantenuto costantemente aumentati i livelli di creatininfosfochinasi per diversi mesi».

SICUREZZA – Se sotto il profilo dell’efficacia come rimedio anti-colesterolo il riso rosso fermentato pare aver superato il vaglio, sul piano della sicurezza c’è ancora qualche dubbio e proprio per questo i ricercatori del groppo di Firenzuoli invitano alla cautela: «I medici dovrebbero essere ancora cauti per evitare di sovrastimare la sicurezza di questo prodotto. L’ampia disponibilità di lievito di riso rosso come integratore alimentare di fatto potrebbe portare pazienti intolleranti alle statine ad utilizzare questo prodotto senza consiglio medico, con un possibile aumento del rischio di miopatie».

NUOVI DATI – I ricercatori americani però continuano a sostenere la sicurezza del riso rosso fermentato e un nuovo studio, appena pubblicato sulla rivista American Journal of Cardiology , ne è la prova. Dalla ricerca, condotta su una quarantina di pazienti precedentemente intolleranti alle statine è emerso che il riso rosso fermentato è tollerato in modo analogo a un’altra statina (pravastatina). Dati rassicuranti sono stati raccolti anche da alcuni ricercatori italiani, come spiega Arrigo Cicero, farmacologo clinico del Centro per lo studio dell’arteriosclerosi e delle malattie metaboliche dell’Università di Bologna. «Per un anno abbiamo seguito 48 pazienti intolleranti a una o più statine e li abbiamo trattati con un integratore a base di riso rosso fermentato. Solo 4 pazienti hanno rinunciato a seguire la cura a causa di alcuni effetti indesiderati, mentre i rimanenti hanno proseguito con successo sia sul piano della riduzione del colesterolo totale sia sul piano della tollerabilità».

COME COMPORTARSI – I risultati ottenuti dai ricercatori bolognesi appaiono incoraggianti tanto più se si considera – puntualizzano gli stessi – che le cause degli episodi di miopatia associati all’uso delle statine non sono ancora state spiegate in modo esaustivo: in alcuni casi l’apparente intolleranza alle statine potrebbe addirittura essere il segnale di patologie nascoste, come la fibromialgia o altre malattie reumatiche. Non solo, «la miopatia associata alle statine – spiega Cicero – potrebbe essere il risultato di un interazione tra farmaci o tra un farmaco che il paziente assume e lo stesso riso rosso fermentato». Insomma il tema va approfondito, per ora comunque su un aspetto sono d’accordo sia i ricercatori bolognesi che quelli toscani: prima di assumere il riso rosso fermentato è bene mettersi nelle mani di un esperto e assumere un integratore di qualità ne tempi e soprattutto nei dosaggi consigliati. In commercio sono infatti disponibili tanti prodotti di qualità diversa, ma solo alcuni sono veramente efficaci nel ridurre il colesterolo.

I Policosanoli favoriscono l’ingresso del colesterolo LDL nelle cellule e la successiva demolizione con produzione di energia per la cellula stessa. Sono pure capaci di agire sugli squilibri che sono alla base dello sviluppo dei disturbi aterosclerotici.

La vitamina E svolge un ruolo protettivo nei confronti delle membrane vasali del sistema cardio-vascolare.

La nicotinammide riduce la produzione di lipoproteine da parte dell’organismo.

Le fibre solubili si rigonfiano nei liquidi gastrointestinali dando luogo ad una massa gelatinosa ad alto grado di viscosità in grado di inglobare il materiale ingerito. L’impiego delle fibre solubili scelte diminuisce notevolmente l’assorbimento dei grassi ingeriti con l’alimentazione.

 

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