Dagli Usa un pesante giudizio sui composti multivitaminici

Dagli Usa un pesante giudizio sui composti multivitaminici

Arriva dalla ricerca americana una delle più solenni bocciature per gli integratori a base di vitamine. Il consumo regolare di questi non avrebbe alcun significato quando si tratta di giocare d’anticipo nei confronti di malattie come il diabete o le cardiovasculopatie. A mettere un punto fermo nell’ambito di un mercato che in Italia è estremamente fiorente – in base ad un indagine svolta per conto di Federsalus da Euromonitor siamo primi nel vecchio continuente per consumo di questi integratori – è una ricerca condotta dalla US Preventive Services Task Force. La struttura, che ha il compito di informare i consumatori e i medici sulle effettive realtà scientifiche nel campo della prevenzione, è giunta alla conclusione che il consumo di integratori non ha significato. Non solo pasticche e beveroni non avrebbero senso in chiave preventiva, ma addirittura potrebbe risultare nocivi se si considera che il consumo troppo spinto di integratori contenente vitamina E potrebbe accrescere il pericolo di sviluppare un tumore polmonare, ovviamente solo negli individui a rischio più elevato. In questa vena di controllo, gli esperti Usa arrivano anche a limitare l’eccessivo ricorso alla supplementazione con acidi grassi omega-3: non darebbero alcun beneficio su memoria e funzioni cognitive. Il consiglio della Us Preventive Services Task Force è quindi di una semplicità sconvolgente: se volete rifornirvi di vitamine e sali minerali, consumate almeno cinque porzioni

 

quotidiane di frutta e verdura e proteine da carne magra.

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