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Funghi per la digestione


L’intestino, con la sua notevole area di contatto con i prodotti della digestione (circa 300 metri quadrati di superficie), rappresenta uno tra i più importanti organi del corpo; svolge infatti importanti funzioni digestive, promuove l’assorbimento dei nutrienti e collabora con reni, pelle e polmoni nei processi di eliminazione dei rifiuti organici e delle tossine.

Gli ultimi tratti dell’intestino, il colon (o intestino crasso) e il retto, sono certamente la parte più importante perché in tale sede, grazie agli enzimi ed alla flora batterica, termina la digestione e vengono assorbite molte sostanze importanti: l’acqua, gli aminoacidi (i costituenti delle proteine) e parecchi dei prodotti medicinali eventualmente usati.

Ma affinché l’intestino possa funzionare correttamente occorrono due requisiti fondamentali:
– che la flora batterica presente sia attiva e qualitativamente adeguata per completare la digestione,
-che le pareti intestinali siano sufficientemente pulite per consentire un corretto assorbimento dei nutrienti.

Abbiamo visto nei precedenti articoli che sulla mucosa intestinale si trova incollata la flora batterica, che rappresenta una vera e propria barriera microbico-enzimatica capace di scomporre gli alimenti in parti sempre pi piccole, fino a farle divenire micromolecole (fattori vitali composti da vitamine, sali minerali, ecc.), incluse le immunoglobuline del sistema immunitario.

Quando la flora batterica si altera si modifica anche la funzionalità della mucosa intestinale, quindi all’organismo non arrivano pi adeguatamente le sostanze nutritive indispensabili al corretto funzionamento organico; che consegue che tutto il corpo viene a soffrire perché mal nutrito ed intossicato. Ma come è composta la nostra flora batterica?

COSTITUZIONE DELLA FLORA BATTERICA

 

La flora batterica intestinale, composta per il 95% di batteri che possono vivere senz’aria (anaerobi) ed il 5 % da batteri aerobi (che necessitano dell’aria per vivere).

I BATTERI ANAEROBI

I BATTERI AEROBI

Lattobacilli
Escherichia Coli (vari tipi),
Enterococchi,
Batterioidi,
Batterio Bifido.

Proteus,
Lieviti,
Clostridi,
Stafilococco.

 

I batteri intestinali possono sintetizzare le seguenti vitamine:
– il Batterio bifido produce la B1,
– l’Escherichia Coli produce le vitamine B1, B2, B6, acido nicotinico, acido pantotenico, acido folico, vitamina B12, vitamina K, (biotina).

FLORA BATTERICA E SALUTE

Quando flora batterica si altera e i batteri lavorano male (disordine fra i vari ceppi) i funghi proliferano a dismisura per la mancanza di batteri antagonisti, inoltre vengono anche a ridursi gli enzimi e le immunoglobuline che sono le basi del nostro sistema immunitario. Ricordiamo nuovamente che nell’intestino sono presenti fino a 200 stazioni linfatiche (placche di Peyer), che rappresentano almeno il 65% del nostro potenziale immunitario.

Quando la flora intestinale non equilibrata, gli aminoacidi derivati dalle proteine maldigerite, subiscono un processo di decarbossilazione che produce le seguenti amine tossiche:

 

arginina

–> agmatina

cistina e cisteina

–> mercaptano

istidina

–> istamina

lisina

–> cadaverina

ornithina

–> putrescina

tirosina

–> tiramina

triptofano

–> indolo e scatolo

 

Va notato che l’indolo e lo scatolo (metilindolo) sono responsabili in gran misura del particolare odore delle feci. Alle amine sopradescritte vanno aggiunte le sostanze tossiche di origine fermentativa (ac. acetico, CO2, acido ossalico ecc.)

Nella disbiosi si presenta alterato anche l’equilibrio tra il gruppo di batteri acidofili-bifidi e gli organismi coliformi. Se predominano i batteri coliformi la ni dell’Escherichia Coli mentre nel restante 54,18% vi una quasi totale assenza di lattobacilli.

Se la flora batterica non viene riportata nelle sue condizioni ottimali, si instaurerà una condizione cronica di malnutrizione cellulare, le tossine non verranno pi eliminate correttamente e dovranno essere accumulate sia nel mesenchima (tessuto connettivo) che nel parenchima (cellule).

Il sangue non potrò pi trasportare le sostanze necessarie per la salute organica, e il corpo si ammaler proponendo una di quelle innumerevoli manifestazioni che vanno sotto il nome di “malattie”.

I PROBLEMI DEGLI INTESTINI COLON E RETTO

Vi sono dei problemi che durano solo per qualche tempo (acuti) ed altri che continuano ad essere presenti (cronici). Nei casi cronici il colon si presenta deformato con conseguente stitichezza cronica, gonfiori, flatulenze, ecc. In questi casi non solo l’intestino ha perso la sua forma normale, ma spesso pieno di incrostazioni (muco) attaccate alle pareti.

Leggendo i rapporti di autopsie ospedaliere si può rilevare come l’intestino presenti spesso delle incrostazioni imputridite (fino a 2/3 chili di peso) senza che il proprietario, mentre in vita, ne fosse consapevole.

Questo muco accumulato, unitamente alle sostanze tossiche prodotte dalla flora batterica alterata (ammoniaca, fenolo, indolo, cadaverina, putrescina, ecc.), avvelena il nutrimento crea i presupposti per tantissime patologie, produce un indebolimento del sistema immunitario e una predisposizione alle gravi patologie che colpiscono il colon, tra cui:
– diverticoli, polipi,
– diarrea, colite,
– infiammazione cronica,
– sigmoidite,
-stitichezza.

Le condizioni anomale del colon creano nel medesimo:
– rallentato transito dei prodotti della digestione,
– irritazione della mucosa intestinale,
– variazione del pH del contenuto,
– diminuzione dei lattobacilli,
– proliferazione dei batteri della putrefazione,

– presenza di tossine della putrefazione,
– presenza di sostanze tossiche dovute alla fermentazione
(ac. acetico, CO2, acido ossalico, ecc.),
– presenza di parassiti intestinali,
– presenza di muco attaccato alle pareti,
– aumento della permeabilità della mucosa intestinale,
– maggiore assorbimento di tossine da parte dei capillari e del sistema linfatico,
– accumulo di medicinali nel connettivo della mucosa intestinale.

All’esterno del colon si vengono invece a creare:
– intossicazione di sangue e linfa,
– sovraccarico del fegato,
– ipovitaminosi (la maggior parte delle vitamine sarà assorbita dalla flora batterica anomala).

DISBIOSI E MALATTIE

Ecco un elenco delle malattie in cui la disbiosi viene riconosciuta come causa principale o favorente:
– Acne, eczemi, malattie allergiche (asma, febbre da fieno, orticaria, ecc.). Anemia.
– Depressione (sempre ricercare, come concausa, l’uso di vaccini e/o amalgame dentarie).
– Diarrea o stitichezza.
– Disfunzione del fegato, vie biliari e pancreas.
– Esaurimento nervoso associato a mal di testa, irritabilità e stanchezza eccessiva.

– Infezioni da funghi, in particolare da Candida.
– Ipovitaminosi.
– Mal di testa, specialmente frontale.
– Mancanza generale di resistenza e predisposizione a infezioni ricorrenti.
– Reumatismi.

COSA SI PUÒ FARE PER STAR BENE O RIGUADAGNARE LA SALUTE PERDUTA?

Vi sono alcune cose semplici ma essenziali da fare:
– Ripulire l’intestino e normalizzarne le funzioni (la vera guarigione possibile solo se preceduta da una radicale pulizia organica).
– Correggere l’alimentazione.
– Praticare più movimento.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • 1. Prontuario Detox-Endotox – Drenaggio Omeopatico e Disintossicazione da Tossine Endogene ed Esogene,
    a cura del Dr. Roy Martina.
  • 2. Prof. Arnold Ehret’s, Mucusless diet healing system.
    Paperback 1976. Benedict Lust Publications Inc.

Come e su cosa agiscono i funghi medicinali
I funghi, per loro natura, hanno la capacità di “digerire” tramite complessi processi enzimatici quanto ricavano da sostanze in decomposizione assorbendo tali sostanze e rendendole nuovamente biodisponibili. Essi costituiscono una sorta di connessione tra il mondo minerale inanimato ed il mondo vivente. Ogni tipo di fungo serve a funzioni specifiche, però possiamo affermare che generalmente tutti intervengono su:

1) Metabolismo glucidico e lipidico;
2) Chelazione di metalli pesanti;
3) Riequilibrio del Sistema Immunitario;
4) Antagonizzazione delle spinte anomale di crescita cellulare;

Con le conoscenze attuali sui funghi, è possibile oggi fare moltissimo proprio in ambito di medicina preventiva. Individuando lo specifico rischio di malattia del singolo individuo — che può essere legato a fattori ereditari, dietetici o di stile di vita — si può consigliare l’introduzione nella dieta di un opportuno fungo alimentare.

Viceversa, l’uso di grandi quantità di funghi sotto forma di polveri, compresse, estratti è riservata solo alle patologie conclamate e spesso gravi quali virosi, forme tumorali o malattie metaboliche complesse e avanzate. La prescrizione dei funghi terapeutici, in queste modalità, deve essere riservata solo a un operatore sanitario, esperto ed educato sullo specifico argomento della micoterapia.

Anche se sono alimenti, i funghi non velenosi sono pertanto molto efficaci e possono essere di sicuro interesse come aiuto complementare alla Medicina Ufficiale.

Il sistema immunitario riceve continuamente innumerevoli input ai quali risponde in modo sia specifico che aspecifico e sia con reazioni acute che croniche.
Tra le sue reazioni, spiccano però, per frequenza e importanza, le risposte TH1 e TH2 e quella infiammatoria.

RISPOSTA TH1 E TH2
Esistono due tipi di risposta immunitaria linfocitaria: la risposta TH1 e quella TH2.

La risposta TH1 è orientata in senso citotossico nei confronti di virus e batteri. È sostenuta dall’IFN-Gamma (che attiva la produzione di radicali liberi, NO soprattutto, da parte dei macrofagi e inibisce la risposta TH2) e dall’IL-12 (che stimola le cellule NK a produrre IFN-Gamma). È una risposta carente nei Paesi industrializzati ove prevale la risposta TH2.

La risposta TH2 è orientata in senso anticorpale ed è tipica delle malattie allergiche. È sostenuta dall’IL-4 (che attiva i linfociti B e la produzione di Ig E), dall’IL-5 (che recluta eosinofili in presenza di parassiti), dall’IL-13 e dall’IL-10 (che è una citochina antinfiammatoria, blocca l’IL-3, l’IL-5, l’IL-12, la produzione di IFN-Gamma e la risposta TH1, ma è proinfiammatoria nei confronti dei processi allergici).

La natura dell’antigene seleziona il tipo di risposta. In ogni caso non tutti i virus inducono una potente risposta TH1. Il virus dell’influenza e del morbillo, ad esempio, sopprimono la risposta TH1 e vaccinando contro il morbillo i bambini di pochi mesi, con sistema immunitario ancora immaturo, è possibile squilibrarli in senso TH2 con conseguente iperattività allergica.
Alcune patologie sulle quali i funghi hanno dato ottimi risultati sono il diabete, problemi circolatori, cancro, virosi di vario tipo, asma, allergie ed altre.

I funghi rientrano sicuramente in quella che viene definita immunonutrizione, che è la capacità di modulare l’attività del sistema immunitario attraverso l’utilizzo di specifici nutrienti.

L’immunonutrizione può essere utilizzata ogni volta che si ritenga necessario riequilibrare la risposta immune cellulare (TH1) ed umorale (TH2).

Quello che noi conosciamo come fungo, in realtà è solo il frutto, che è visibile sopra la superficie del terreno. Il frutto ha il compito di rilasciare le spore, che, un po’ come il polline per i fiori, vengono traportate dal vento e dall’acqua. Le spore, a contatto con un ambiente favorevole, si struttureranno in filamenti chiamati ife. Le ife, a loro volta, strutturandosi in una fitta rete compatta di filamenti daranno vita al micelio. Il frutto che noi conosciamo è la parte cresciuta al di fuori del terreno del micelio.

Le principale sostanze attive che producono effetti benefici per la salute dell’uomo sono l’elevata concentrazione di enzimi, metaboliti secondari, triterpeni, lectine, steroli, fibre alimentari, chitina e, non ultimi, i Beta glucani.

Componenti bioattive dei funghi con proprietà terapeutiche
(tratto dal libro di VALENTINA BIANCHI, I funghi medicinali – per vivere a lungo in perfetta salute, Istituto Lanza, TORINO, 2009. Pag. 65-75)

I funghi hanno un altissimo potenziale di utilizzo biologico, basti pensare all’uso dei macrofunghi nella medicina tradizionale indigena e l’utilizzo farmacologico di microfunghi come il Penicillum notatum, da cui è stata isolata la penicillina.
Nell’ambito dei funghi superiori sono state identificate almeno 300 specie, con riconosciute proprietà medicinali, e 1800 sono quelle potenzialmente benefiche per la salute dell’uomo.
Nella Medicina Tradizionale Cinese molti funghi vengono assunti ancora oggi sotto forma di decotti, tisane o semplicemente tritati e aggiunti ai cibi, a scopi terapeutici.
Negli ultimi decenni la tecnologia ha permesso di studiare a livello molecolare gli effetti di questi funghi, mediante l’isolamento delle principali molecole bioattive e attraverso esperimenti in vivo e in vitro.
Le sostanze estratte da molti funghi hanno dimostrato in particolare attività immunomodulanti, quindi utili, sia nel trattamento di stati di immunodepressione, sia in patologie di origine autoimmune, e un’elettiva azione antitumorale.

I funghi sono impiegati anche come coadiuvanti di vaccini o in combinazione con antibiotici e antivirali.

L’altro importante campo d’azione dei funghi, conseguente al loro elevato contenuto in fibre e chitina, è quello della regolarizzazione del profilo lipidico e dei livelli di glucosio. Sono molto utili nel trattamento delle ipercolesterolemie (colesterolo alto) e quindi nella prevenzione dell’arteriosclerosi e delle malattie cardiovascolari. Sono indicati nel diabete senile e più in generale nella sindrome metabolica.

Il fungo produce dei metaboliti, cioè dei composti chimici vitali, che possono essere primari o secondari. Quelli cosiddetti “primari” sottendono alla sopravvivenza e crescita del fungo. Tali sostanze, enzimi, aminoacidi, polisaccaridi, grassi, minerali, si trovano in tutte le parti del fungo, ma maggiormente nel corpo fruttifero.
I metaboliti “secondari” invece sono sostanze organiche, non direttamente implicate nel normale sviluppo dell’organismo. Contrariamente ai metaboliti primari, la loro assenza non comporta necessariamente la morte del fungo, tuttavia a lungo andare ne mina la capacità di sopravvivenza e la fecondità.
I metaboliti secondari sono solitamente piccole molecole che il fungo sintetizza per difesa nei confronti di predatori, parassiti e malattie, per competizione interspecifica e per facilitare i processi riproduttivi. Questi composti, prodotti da gruppi molto limitati di specie di funghi, hanno, alcuni già, altri potenzialmente, un’importanza farmacologica.

Ad esempio sono stati recentemente estratti dal fungo Hericium ericianeus alcuni fattori di crescita nervina (NGF), che potranno probabilmente essere impiegati un domani anche nelle patologie neurologiche umane degenerative come il morbo di Alzheimer.

I metaboliti primari sono spesso comuni a tutti i funghi, mentre i metaboliti secondari sono specifici di ciascuna specie. Nella stessa famiglia di funghi, ad esempio, si possono trovare componenti bioattivi a effetto talora opposto.

Metaboliti primari

Polisaccaridi
L’interesse principale nell’uso terapeutico dei funghi, risiede nella loro capacità di favorire la risposta immunitaria.

In base a numerosi studi scientifici si è dimostrato come alcuni funghi esercitino un’azione immunomodulante e antitumorale sia in vitro che in vivo. Tra i composti, che sono stati isolati, quelli che hanno mostrato maggior efficacia sono stati i polisaccaridi. Sono macromolecole biologiche di struttura estremamente variabile che si ritrovano ampiamente in natura, dalle verdure alla frutta, ai cereali, ai legumi, ai funghi e alle alghe.

I polisaccaridi sono molecole a lunga catena, hanno forma spiraliforme e ripetono una sequenza fissa di zuccheri. Questa enorme variabilità, data dalla capacità di ramificare e di formare composti complessi, concede alle strutture polisaccaridiche la flessibilità necessaria alla stimolazione di più cellule del sistema immunitario.

In particolare ai ß-glucani, polisaccaridi che compongono la parete cellulare dei funghi e delle alghe, è stata attribuita la specifica capacità di spinta sul sistema immunitario. La somministrazione in vivo di ß-glucani, sia per via orale che iniettiva, ha comportato una risposta maggiore da parte dell’organismo umano, attraverso l’attivazione diretta delle cellule immunitarie, in condizioni patologiche cancerogene, infettive virali, batteriche, fungine e protozoarie.

L’entità dell’attività antitumorale dei ß-glucani sembra dipendere da una serie di fattori quali la solubilità delle molecole in acqua o in altri solventi, e la dimensione e la complessità della loro struttura ramificata.

Questi polisaccaridi possono essere estratti dai funghi attraverso dei processi di bollitura o di trattamento enzimatico. La loro concentrazione dipende molto dallo stadio di sviluppo del micete (micelio, primordio, frutto intero giovane o maturo), dal tempo che intercorre tra la raccolta e la cottura del fungo e dalle condizioni di lavorazione e conservazione del prodotto. Di conseguenza la scelta dei corretti tempi di raccolta e il mantenimento di livelli ottimali di trattamento e stoccaggio diventano di fondamentale importanza per l’utilizzo terapeutico di questi alimenti.

Nella maggior parte dei casi, l’assunzione orale di ß-glucani è molto efficace. Ma mentre l’uso di ß-glucani estratti può causare a volte effetti collaterali, l’assunzione del fungo intero è più sicura e ha il vantaggio di potenziare l’azione dei polisaccaridi, grazie alle numerose sostanze in esso contenute, che lavorano in sinergia.

L’efficacia terapeutica del fungo viene migliorata dalla contemporanea supplementazione di Vitamina C.

Glico proteine o proteoglicani
I ß-glucani semplici sono tuttavia poco frequenti e si trovano generalmente associati a proteine. Le glicoproteine o proteoglicani sono molecole composte di polisaccaridi e proteine. Di norma i proteoglicani hanno un’azione immunomodulante e una attività antitumorale più potente rispetto ai ß-glucani semplici. In particolare, la loro assunzione ha comportato un aumento del numero e della funzionalità di cellule immunocompetenti quali: i macrofagi, le cellule Natural Killer (NK), alcune sottopopolazioni di cellule T e si è anche osservata un’attività di modulazione nell’espressione di specifiche citochine e fattori di crescita. La maggior parte dei funghi con attività medicinale contiene glicoproteine, che sono state isolate chimicamente e ampiamente studiate, tra cui le più importanti sono: il polisaccaride peptide (PSP) e il Krestin (PSK) dal Coriolus versicolor, il Lentinano dal Lentinus edodes, lo schizophyllano dallo Schizophyllum commune e la frazione D e il Grifolan dalla Grifola frondosa.
La possibilità che queste molecole potenzino o diminuiscano la reattività immunologica dell’organismo dipende da una serie di fattori tra cui la dose, le modalità e i tempi di somministrazione.
Ulteriori studi potranno in futuro portare alla comprensione dei meccanismi e delle potenzialità di azione di queste molecole, così da permetterne il corretto utilizzo in molte malattie, dalle patologie allergiche e metaboliche, a quelle autoimmuni e neoplastiche.

In Cina e Giappone quasi tutte queste sostanze bioattive sono utilizzate correntemente in terapia.

Enzimi
Le straordinarie proprietà digestive dei funghi, capaci di degradare sostanze quali legno e materiale organico, dipendono dal gran numero di enzimi che essi contengono.

La terapia enzimatica è indicata nel trattamento di molte patologie, da quelle tumorali a quelle cardiovascolari e infiammatorie. Essi agiscono come antiossidanti, riducendo lo stress ossidativo, che comporta l’invecchiamento cellulare, e come inibitori della proliferazione.

Gli enzimi, assunti attraverso l’alimento fungo, stimolano il sistema immunitario, soprattutto in quei soggetti in cui il sovraccarico tossinico rende l’organismo incapace di combattere infezioni virali e batteriche, creando un terreno favorevole allo sviluppo di patologie più gravi.
La somministrazione dei funghi quindi permette una diminuzione della quantità di tossine presenti nel nostro organismo attraverso sia una disintossicazione diretta sia il ripristino dell’equilibrio acido-base, dell’equilibrio intestinale e del corretto funzionamento del sistema immunitario.

Enzimi contenuti nei funghi:
– Enzimi antiossidanti: SOD (Superossidodismutasi) e Laccasi.
Il SOD è importante nella detossificazione e nel ritardare l’invecchiamento, ma è anche implicato in patologie come il morbo di Parkinson, di Alzheimer e in numerose patologie tumorali.
-Enzimi che agiscono inibendo la proliferazione cellulare (Glucosio-2-ossidasi e Proteasi).
-Enzimi coinvolti nella detossificazione (Perossidasi, Cito- cromo p450).
Il citocromo p450 ha un ruolo importante nella biotrasformazione e nel metabolismo di molti farmaci.

I danni, provocati dai radicali liberi, riducono fortemente l’attività delle cellule Natural Killer. Nei pazienti con tumori, soggetti a stress ossidativo e a sovraccarico tossinico, la reattività immunitaria è molto compromessa. Il SOD, presente nei funghi, in sinergia con la Catalasi, permette di ripristinare l’attività delle cellule NK e questo spiega l’efficacia di funghi con biomassa particolarmente ricca di SOD quali il Coriolus versicolor.
La Laccasi, presente nel Ganoderma lucidum e nel Pleurotus eryngii, conferisce a questi funghi proprietà antiretrovirali e anti-HIV.

Metaboliti secondari
Steroli
Gli steroli sono piccole molecole con attività antitumorale e antivirale. In particolare sono stati isolati dal micelio del Cordyceps sinensis e dal fungo Agaricus blazei Murrill.
Lectine
Le lectine sono proteine che si legano fortemente, ma in modo reversibile, a specifici carboidrati. Dai comuni funghi prataioli, i cosiddetti champignon, è stata isolata una lectina che ha la capacità di inibire reversibilmente la proliferazione delle cellule del cancro del colon.
Dal Pleurotus ostreatns è stata estratta una molecola lectinica, con potente attività antiepatoma e antisarcoma. Il Ganoderma carpense contiene una lectina, che svolge un’azione di inibizione sulla proliferazione di cellule tumorali.
Triperteni
Sono stati individuati biochimicamente nei funghi più di cento diversi tipi di triperteni. Il numero maggiore è rappresentato dagli acidi ganodermici isolati dal Ganoderma lucidum.

Ai triperteni vengono riconosciute le seguenti proprietà terapeutiche:
– azione antipertensione,
– riduzione del livello di colesterolo,
– diminuzione della produzione di istamina, azione antivirale,
– stimolo della funzione cortico-surrenale

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