La leucemia che colpisce in primavera e autunno

 

La leucemia che colpisce in primavera e autunno

 

Materiale editoriale– Descrizione e modalità di aggiornamento

 

La leucemia promielocitica, una rara forma di tumore che conta al massimo 200 casi l’anno, colpisce soprattutto in primavera e in autunno. Questa tendenza ricorrente non ha ancora una spiegazione: «Noi ematologi abbiamo la percezione di un’incidenza a grappolo – spiega Francesco Lo Coco, dell’Unità operativa complessa laboratorio di oncoematologia del Policlinico Tor Vergata di Roma, a margine del convegno internazionale Leukemia 2012 – cioè di un elevato numero di casi concentrato in un ristretto periodo di tempo. Questo aspetto va analizzato con l’ausilio di epidemiologi. E’ noto che nei Paesi scandinavi il numero di diagnosi è molto inferiore rispetto a quello registrato nei Paesi mediterranei e più vicini all’equatore. Si contano più casi nel Sud dell’Europa dunque, o anche nelle aree equatoriali e subequatoriali del Sudamerica. E’ necessario uno sforzo congiunto per dare un senso a questi dati, un team multidisciplinare fatto di ematologi, epidemiologi e biologi molecolari può essere strategico».

La ricerca epidemiologica sulle malattie leucemiche scarseggia, le cause eziologiche non si conoscono, tranne qualche piccola associazione, per questo motivo istituire dei team multidisciplinari potrebbe portare a progressi significativi.

 

Editoriale di Maggio

 

Micoeditoriale  Maggio 2012

 

Benvenuti al micoeditoriale di Maggio, ed a maggio, si sa, ci vuole molto coraggio !

Coraggio a fare cosa ?

Beh, la cosa più importante è andare avanti, in un’Italia dove non funziona più niente e le iniziative  culturali come le innovazioni scientifiche, sono impossibili da realizzare per problemi economici ma soprattutto per questo senso diffuso di decadenza e di disastro imminente e costante che ci accompagna da qualche mese. Visto che tutto è destinato ad essere distrutto (i nostri risparmi, il lavoro la casa etc chiamasi inflazione euro o IMU) perchè progettare e lavorare ?  In generale c’è un misto fra rassegnazione e voglia di fuggire, perchè non c’è più speranza nel cambiamento. Il progettare e l’entusiamo nel lavoro è l’indice di vitalità di una società e la nostra è in rapida decadenza. La sensazione è che siamo malati  da tempo e che solo ora ce ne stiamo accorgendo. Ma come in tutte le terapie la presa di coscienza dell’essere malati potrebbe rappresentare già un’inizio di un processo di guarigione. Purtroppo lo sport nazionale è lo scaricabarile, che in una certa epoca è stato ben rappresentato dal gioco del calcio all’italiana dove l’imperativo era non perdere e quindi scaricare la palla al compagno o più lontano possibile, sperando nello stellone all’italiana, la botta acrobatica di contropiede di Boninsegna o Gigi Riva. Ecco noi siamo stati sempre un pò così, avevamo qualcosa da difendere (il territorio,la nostra identità, le nostre tradizioni/cultura, economia e la moneta) il modo di vedere le cose che anche nelle situazioni più critiche comunque l’italiano si esalta nella lotta impari- guarda caso sempre con i tedeschi- (memorabile mondiale Italia-Germania 4 a 3 del 1970) riuscendo magari a prevalere per l’estro o la follia, il sacrificio e la genialità dei suoi figli. Tutto questo non c’è più, in primis il territorio con l’europa e la globalizzazione, l’economia che è quella della locomotiva tedesca, la liretta che ci permetteva tramite svalutazione di esportare anche in Germania prodotti non competitivi per tecnologia ma solo per prezzo (cosa che fanno ora i cinesi), ma soprattutto l’orgoglio che deriva dalle nostre tradizioni localistiche e familiari che difendevamo a spada tratta, come i difensori dai nomi tosti di Burgnich o Cera. Ma ora non c’e nulla da difendere, dei nostri avi, dei padri della patria come per i politici e di noi stessi come italiani ce ne vergognamo. Ma questo invece di aprirci di più al mondo, ha l’effetto paradosso dell’antitalinismo in Italia: in nome dei beati (?) tempi passati continuiamo a difendere ostinatamente qualcosa che non c’è più, rigettando il presente, isolandosene senza nemmeno contrastarlo, se non con gesti estremi di autolesionismo (suicidi degli imprenditori) o progressivi individuali (l’alcoolismo nuova/vecchia epidemia).   In questo contesto generale nasce nel 2009 l’idea della Micomedicina, la medicina delle simbiosi: qualcosa che nutre culturalmente e vicendevolmente, l’idea che l’economia come la vita  nasce dal saper ridurre al minimo gli scarti e che anche questi possono essere fonte di un nuovo livello

di vita e di economia che si sostengono l’un l’altro per uno sviluppo/crescita sostenibile sia a livello di singolo organismo che di società. In questo contesto l’idea Micomedicina è rivoluzionaria, e potrebbe essere, se adeguatamente strutturata e soprattutto recepita dai mass media, una possibile ancora di salvezza in questi periodi bui.

Passando alla parte scientifica si inizia con il primo articolo su le terapie oncologiche con i funghi sui cani di un naturopata veterinario, analizzando poi bene l’articolo si vede che di tutto si parla, fuorchè di cani; eppure ci sono grossi studi americani in tal senso probabilmente sconosciuti all’autore che invece fa un rapido e superficiale escursus sull’argomento e, per carità, dicendo anche alcune cose giuste, ma    accreditando la terapia oncologica con i funghi come delle acquisizioni che sono ancora tutte da dimostrare, comunque per informazione e con il beneficio dell’inventario potete leggere l’articolo.  Altro livello sono gli altri quattro articoli che riportano gli studi sulle proprietà nutrizionali del pistacchio, l’origano contro il cancro alla prostata, interessanti evidenze epidemiologiche circa la stagionalità della leucemia,  e soprattutto gli studi sulla cancerogenicità e l’epatotossicità dell’aspartame presente in tutti i prodotti dietetici compresa la coca cola light: lo sapete che produce metanolo quello del famoso scandalo del vino degli anni 70/80 ?

Buona lettura

 

Dott Maurizio Bagnato

 

 

Articoli Maggio

 

Curare il tumore nel cane con i funghi terapeutici

15 March 2012

_di Alessandro Prota

CORIOLUS VERSICOLOR

Molti fattori influiscono sullo sviluppo dei tumori e non sempre sono presi seriamente in considerazione; tra questi vi sono: – Gli effetti da sostanze tossiche presenti nell’ambiente – Gli additivi contenuti negli alimenti – Il sovraccarico degli organi emuntori – lo squilibrio delle funzioni immunitarie – Lo stress – Conflitti psichici Le conseguenze dell’inquinamento ambientale, l’utilizzo di pesticidi così come di additivi nell’industria alimentare, non devono essere sottovalutate. Il problema, infatti, sta nella quotidiana, anche se solo in piccole quantità, assunzione di sostanze nocive attraverso l’alimentazione, , l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo; tali sostanze, col tempo sovraccaricano i nostri organi emuntori: fegato, stomaco e intestino, reni, sistema linfatico e polmoni. Questo crea nell’organismo un ambiente favorevole allo sviluppo di una forma tumorale in grado di progredire grazie anche al derivante squilibrio del sistema immunitario che non riconosce e distrugge in tempo le cellule cancerogene. Non solo inizialmente bensì anche durante la malattia, le tossine svolgono un ruolo fondamentale. La malattia stessa così come i tratta- menti di radio o chemioterapia determinano la formazione di sostanze tossiche che affaticano gli organi adibiti ai processi di detossicazione, in particolare fegato e reni, con peggioramento della funzionalità e ristagno delle tossine. Il tutto va ad alterare il funzionamento del sistema immunitario. Contro questo surplus di scorie e tossine il nostro organismo reagisce con un esaurimento psico-fisico che influisce negativamente sullo stato di salute generale. Se la capacità rigenerativa psico-fisica è limitata e l’organismo non è più in grado di adattarsi a situazioni stressanti, si crea-no le condizioni predisponenti allo sviluppo di patologie croniche, che a loro volta contribuiscono al mantenimento dello squilibrio immunologi-co. Fattori negativi come stress, infiammazioni croniche, allergie e tumori determinano uno spostamento dell’attività del sistema immunitario verso la risposta umorale (produzione di anticorpi e stimolo infiammato-rio). La risposta umorale (definita TH1) e quella cellulo-mediata (TH2) in condizioni di equilibrio dovrebbero lavorare 12 ore l’uno e 12 ore l’altro. Se permane lo stimolo per una risposta TH2, la risposta TH1 viene automaticamente inibita per cui l’organismo perde la capacità di difendersi da virus e cellule tumorali. L’eccesso di vaccinazioni e terapie prolungate con cortisone provocano uno sbilanciamento della risposta verso TH2 con riduzione della sorveglianza immunitaria TH1 Il ripristino di un equilibrio tra risposta immunitaria umorale e cellulo-mediata è quindi assolutamente necessario per consentire all’organismo di poter funzionare sia contro i microrganismi che contro le cellule tu-morali. La diagnosi “tumore” rappresenta un forte peso psicologico per le persone colpite da questa patologia, infatti anche conflitti emozionali possono creare le condizioni predisponenti per uno sviluppo di malattia. Pensieri negativi si ritorcono sempre contro come energia negativa, e tramite sintomi fisici e malattie viene evidenziato quello che noi nella vita non abbiamo osato vivere di persona. Solo con questo equilibrio una persona può guarire o mantenersi sana. Cosa necessita l’ organismo per guarire? A seconda dell’età del paziente, del tipo e della progressione di malattia, è necessario che vi sia un preciso trattamento tradizionale (chirurgia, chemioterapia, radioterapia) supportato da terapie che permettano da una parte di contrastare gli eventuali effetti collaterali, e dall’altra di lavorare sulle cause. Una intensiva cura di detossicazione, ripristina un equilibrio del sistema immunitario fondamentale per ogni processo di guarigione. Un eccellente supporto per una terapia globale è l’assunzione di funghi terapeutici grazie alle loro straordinarie capacità di detossicazione e di immunomodulazione. Funghi terapeutici come adattogeni Le sostanze adattogene effettuano un ottimo lavoro nel ripristino dell’equilibrio immunologico. Il termine “sostanza adattogena” è stato concepito dal medico russo N.V. Lazarev, intendendo tutte quelle so-stanze che provvedono al sostentamento e mantenimento di un buon stato di salute e resistenza fisica, anche in situazioni di stress psico-fisico fino nella vecchiaia. Nella sua definizione, un adattogeno deve avere le seguenti caratteristi-che: − Non deve dare all’organismo alcuno stress organico supplementare − Deve consentire un migliore adattamento organico all’ inquinamento ambientale (attraverso l’assunzione di funghi terapeutici, il sistema nervoso, endocrino ed immunitario da cui partono principalmente i meccanismi di adattamento, vengono supportati nella loro funzione) − Devono avere un effetto di immunomodulazione, per prevenire sia una ridotta che una eccessiva reazione del sistema immunitario Questa azione adattogena è stata dimostrata sul fungo Maitake: in condizioni di polarizzazione TH2, l’assunzione di Maitake ripristina l’equilibrio spostandolo verso TH1. L’azione adattogena avviene grazie alla presenza di polisaccaridi immunomodulanti in esso contenuti. Questo porta alla conclusione che anche altri funghi siano in grado di ripristinare l’equilibrio tra cellule TH1 e TH2, grazie al notevole contenuto di polisaccaridi, che svolgono questa modulazione in sinergia con tutte le altre sostanze bioattive contenute dal fungo nella forma naturale. I Beta-Glucani sono polisaccaridi a catena lunga, contenuti in concentrazioni variabili in tutti i funghi che, a seconda del tipo, si presentano in varie strutture chimiche, con efficacia sul sistema immunitario che aumenta a seconda della complessità della struttura, che varia quindi anche a seconda del fungo. Ai polisaccaridi isolati dai diversi funghi sono stati dati nomi specifici, ad es. lo Shiitake, il Coriolus e il Maitake I Beta-Glucani agiscono a vari livelli si direttamente che indirettamente sul sistema immunitario: attivazione dei monociti/macrofagi, produzione di specifiche citochine, proliferazione e attivazione delle cellule NK, stimolazione di linfociti B e T. L’aumentata produzione di citochine, specifiche a seconda dello squilibrio in atto, fa partire specifici meccanismi di regolazione. Tra i funghi contenenti grandi quantità di polisaccaridi complessi vi è l’Agaricus Blazei Murrill (ABM); l’ABM, associato a vitamina C che ne facilita l’assorbimento, viene largamente utilizzato per la regolazione del sistema immunitario in patologie tumorali. Tra le azioni dell’ABM vi è quella di stimolare la rigenerazione del midollo osseo e di conseguenza l’emopoiesi che può essere pregiudicata da trattamenti radio e chemioterapici, risolvendo situazioni di anemia e di immunodepressione. Inoltre con l’aiuto dell’ABM possono essere controllate situazioni di epatomegalia, caratteristiche di leucemie e linfomi. Anche il fungo Maitake svolge una importante azione sul sistema immunitario in particolar modo quando è colpita la struttura ossea. Questo fungo ha la capacità di rinforzare il tessuto osseo, caratteristica che lo rende molto utile nei casi di metastasi ossee, ma anche per la prevenzione delle metastasi; nei casi di tumori cerebrali è preferibile l’impiego del Maitake all’ABM. Le sostanze utilizzate nella chemioterapia non danneggiano solo le cellule tumorali, ma anche i tessuti sani, in particolar modo quelli costituiti da cellule in attiva replicazione, come per esempio la cute, le mucose e il midollo osseo. Alterazioni dell’emopoiesi (ridotta sintesi di globuli rossi e bianchi), stanchezza, nausea, vomito, perdita di pelo o danni alla mu-cose possono essere effetti collaterali di tali terapie. L’utilizzo dei funghi a scopo terapeutico permettono di tenere sotto controllo la tossicità di tali terapie salvaguardando e rinforzando i tessuti sani. Il fungo Reishi (Ganoderma lucidum) tonifica e protegge il fegato agevolando l’eliminazione dal nostro organismo delle tossine in eccesso, con conseguente riduzione dei danni. Il Reishi insieme all’ABM è molto efficace nel ripristinare una corretta emopoiesi. Il Reishi supporta l’eritropoiesi, riducendo la sintomatologia legata all’anemia ossia una scarsa ossigenazione sanguigna e conseguente stanchezza fisica. Questo fungo viene utilizzato soprattutto nei tumori che colpiscono il fegato o il tessuto polmonare. Il fungo Coriolus (Trametes versicolor) viene invece impiegato prima o durante una radioterapia. Le conseguenze negative delle radiazioni sull’emopoiesi e sulle mucose possono essere ridotte anche in fase preventiva (uso profilattico). Singoli studi dimostrano l’efficacia del Coriolus verso i tumori caratterizzati da componente ormonale come carcinomi mammari e prostatici. In presenza di metastasi è consigliabile l’impiego del fungo Polyporus Il sistema linfatico trasporta molto sostanze tossiche dai tessuti organici ai vasi sanguigni per poterle eliminare attraverso fegato e reni ed ha inoltre un ruolo importante nel nostro organismo, tant’è vero che un suo blocco genera un sovraccarico di scorie che vanno ad incidere sul funzionamento del sistema immunitario. Appunto per questo, nelle malattie tumorali è fondamentale che vi sia una buona funzionalità del sistema linfatico soprattutto in caso di linfoadenectomie (asportazione del linfonodo) che possono condurre a blocchi e edemi. Nel quadro di una terapia globale, queste situazioni potrebbero essere risolte con l’utilizzo di Polyporus. Spesso, anche il sovraccarico del tratto intestinale può creare dei problemi, perché la mucosa intestinale ha un ruolo rilevante sulla stabilizzazione, regolazione e sviluppo del sistema immunitario: le placche di Peyer in esso contenute sono importanti per le difese immunitarie, che si diffondono in tutto il corpo attraverso la circolazione sanguigna. . Dato che i funghi possono assorbire le sostanze nocive dal terreno, non dovrebbero essere utilizzati quelli raccolti in natura bensì preferibilmente quelli di origine biologica. La polvere derivata dal solo micelio dovrebbe essere evitata per il contenuto di oltre il 50% di farina perché a questa mancano determinate sostanze presenti solo nelle lamelle del fungo. L’utilizzo degli estratti non è sempre valido, perché effettuano stimolo e non modulazione delle difese immunitarie, aumentandone in qualche caso lo squilibrio. Qui di seguito presentiamo alcune indicazioni terapeutiche: Tumore Mammario: . Dato che spesso durante una mastectomia vengono asportati i linfonodi, è molto importante l’uso del Polyporus anche perché aiuta il sistema linfatico ad eliminare le sostanze nocive della chemioterapia. Per detossificare il fegato che risente molto della tossicità da chemioterapici è appropriata la somministrazione del fungo Reishi. Durante la radioterapia dovrebbe invece essere impiegato il Coriolus per la capacità di ridurre gli effetti collaterali delle radiazioni. Anche nei casi di carcinoma mammario ormono-dipendente si consiglia il Coriolus perchè migliora l’efficacia a lungo tempo del blocco ormonale. Per la protezione del tumore alla mammella è molto d’aiuto il Maitake. Dopo un trattamento con la medicina tradizionale, l’ABM è in grado di bilanciare il sistema immunitario onde evitare una possibile recidiva di malattia. Leucemia: qui si differenzia in base ad aumento o diminuzione dei leucociti. Se risultassero aumentati è utile lo Shiitake, se diminuiti la scelta ricade sul Reishi. In presenza di un splenomegalia è il caso di aggiungere l’ABM. Se fosse colpito il sistema linfatico, come per esempio nei linfomi, è da aggiungere il Polyporus. Perché utilizzare una miscela di funghi? I ricercatori ritengono che, al fine di massimizzare la risposta del sistema immunitario, una miscela di polisaccaridi funghi è migliore. Questi polisaccaridi aumentare il numero e l’attività di killer T e NK (natural killer) linfociti. La combinazione di specie di funghi medicinali invia gli stimoli del sistema immunitario di più a svegliarsi difese naturali del corpo. Perché è funghi importanti sono coltivate con metodo biologico? I funghi possono concentrarsi metalli pesanti, specialmente se vengono coltivati nei pressi di un’area industriale dove le sostanze inquinanti di aria e acqua può essere assorbita dal terreno e passato direttamente al loro interno. I Polisaccaridi dei funghi esercitano la loro azione antitumorale principalmente attraverso l’attivazione della risposta immunitaria dell’organismo ospite. Queste sostanze sono considerati come modificatori della risposta biologica (BRM, Wasser e Weis 1999). Ciò significa che: I funghi terapeutici aiutano l’organismo ad adattarsi a vari fattori ambientali e biologici esercitano un’azione non specifica sul corpo, di supporto alcuni o tutti i principali sistemi, compresi i sistemi nervoso, ormonale, e immunitario, nonché regolano funzioni biologiche Brekhman (1980). L’azione immunomodulante dei polisaccaridi è particolarmente utile come profilattico, una forma lieve e non invasivo di trattamento e nella prevenzione dei tumori metastatici, ecc I Polisaccaridi dei funghi non attaccano direttamente le cellule tumorali, ma producono i loro effetti anti-tumorali attivando diverse risposte immunitarie nell’ospite.

Dott Alessandro Prota

L’origano contro il tumore alla prostata

 

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Scoperta una proprietà anti-tumorale dell’origano, contiene, infatti, una sostanza che uccide le cellule del cancro alla prostata. Lo ha dimostrato uno studio condotto da ricercatori della Long Island University, presentato all’Experimental Biology 2012, il congresso tuttora in corso a San Diego, Usa.

Il team di Supriya Bavadekar, farmacologo della LIU, ha testato il carvacrolo, un componente dell’origano, sulle cellule del cancro alla prostata, dimostrando la sua capacità di spingere le cellule al suicidio. I ricercatori stanno cercando di capire come la sostanza induca le cellule tumorali ad autodistruggersi.

«Un vantaggio significativo è che l’origano è usato comunemente negli alimenti- spiegano i ricercatori – e questo potrebbe tradursi in una diminuzione del rischio di gravi effetti tossici se usassimo questa sostanza come un’arma anti-cancro».

SUCCESSIVA


Il pistacchio alleato della dieta

 

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Inaspettatamente il pistacchio, soprattutto quando abbinato a pane e pasta, aiuta a mantenere basso il livello di glicemia nel sangue. La novità arriva da un recente studio pubblicato dall’European Journal of Clinical Nutrition in cui alcuni ricercatori canadesi hanno valutato, in dieci adulti sovrappeso, l’impatto sulla glicemia del consumo di pistacchi assunti insieme ad alimenti ricchi di carboidrati. La risposta glicemica si riduceva in modo significativo e in modo dose dipendente, rispetto a quando il pane veniva consumato da solo. In particolare, 56 grammi di pistacchi ingeriti insieme a pasta o riso parboiled, abbattono la risposta glicemica del 40% e del 20%, rispetto a pasta o riso mangiati da soli.

«Apparentemente, l’associazione di alimenti proposta in questo studio – commenta Donatella Caruso, professore di biochimica all’università degli Studi di Milano – può sembrare deleteria per una dieta, specie se ipocalorica, ma la presenza di alcuni tipi di grassi, come quelli della frutta secca e dell’olio d’oliva, riduce la risposta glicemica, probabilmente modificando l’assorbimento di carboidrati».

La frutta secca in genere è salutare, aiuta a dare senso di sazietà ed è per questo consigliata come spuntino tra i pasti. Una revisione appena pubblicata da Nutrition Reviews conferma quello che già era noto: la frutta secca dà vantaggi sul fronte cardiovascolare e aiuta nel controllo del peso


Aspartame e i dubbi di cancerogenicità

 

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L’aspartame è il dolcificante artificiale più diffuso al mondo, ha le stesse calorie dello zucchero, ma è duecento volte più dolce. Scoperto nel 1965, l’aspartame è stato approvato in Italia solo nel 1982 per i sospetti di tossicità e di cancerogenicità, ora entro settembre la società europea per la sicurezza alimentare, EFSA, dovrà riformulare un verdetto sui rischi dell’aspartame. L’ha ordinato la Commissione Europea dopo la pressione fatta da alcuni parlamentari e dalla stampa, in particolare dal quotidiano Le Monde.

Nel 2005, uno studio indipendente condotto dall’istituto Ramazzini di Bologna dimostra la cancerogenicità dell’aspartame, che, dopo essere assunto nell’intestino e poi nel fegato, si trasforma in metanolo. Controversa anche la dose minima di fenilalamina o aspartame che possiamo tollerare ogni giorno: il limite è stato fissato dall’industria produttrice a 40mg per chilogrammo, ma non ci sono studi indipendenti sulla dose minima giornaliera. Inoltre i prodotti che contengono aspartame non precisano la quantità per confezione e quindi è difficile per i consumatori calcolare la dose ingerita ogni giorno. L’aspartame è presente in quasi 5mila prodotti: gomme da masticare, caramelle, bevande, yogurt, prodotti alimentari light o diet, dentifrici, farmaci pediatrici.

L’aspartame è molto usato anche per la convinzione che non faccia ingrassare. Ci sono però evidenze del ruolo delle sostanze light e degli edulcoranti artificiali nella sindrome metabolica. Gli allevatori di maiali usano l’aspartame nella dieta dei suini destinati all’ingrasso.

Fonti

· Corriere della Sera del 29 aprile, pag. 28.

La leucemia che colpisce in primavera e autunno

 

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La leucemia promielocitica, una rara forma di tumore che conta al massimo 200 casi l’anno, colpisce soprattutto in primavera e in autunno. Questa tendenza ricorrente non ha ancora una spiegazione: «Noi ematologi abbiamo la percezione di un’incidenza a grappolo – spiega Francesco Lo Coco, dell’Unità operativa complessa laboratorio di oncoematologia del Policlinico Tor Vergata di Roma, a margine del convegno internazionale Leukemia 2012 – cioè di un elevato numero di casi concentrato in un ristretto periodo di tempo. Questo aspetto va analizzato con l’ausilio di epidemiologi. E’ noto che nei Paesi scandinavi il numero di diagnosi è molto inferiore rispetto a quello registrato nei Paesi mediterranei e più vicini all’equatore. Si contano più casi nel Sud dell’Europa dunque, o anche nelle aree equatoriali e subequatoriali del Sudamerica. E’ necessario uno sforzo congiunto per dare un senso a questi dati, un team multidisciplinare fatto di ematologi, epidemiologi e biologi molecolari può essere strategico».

La ricerca epidemiologica sulle malattie leucemiche scarseggia, le cause eziologiche non si conoscono, tranne qualche piccola associazione, per questo motivo istituire dei team multidisciplinari potrebbe portare a progressi significativi.

 

L’ACQUA

L’Acqua, i funghi e ..non è un caso che mi chiamo bagnato

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UNA NUOVA VISIONE DEL MONDO SECONDO LA MICOMEDICINA

Parlare di quello che è l’elemento che ci compone e che compone, in percentuali che vanno dal 70 al 90 %, tutti gli organismi viventi è una sfida soprattutto perché implica una dissertazione che coinvolge tanto la fisica che la chimica, fino ad arrivare all’essenza stessa dell’Universo. Infatti si può dire che al principio, prima dell’acqua, c’erano gli elettroni, poi man mano che l’Universo si raffredda ( dopo il Big Bang 13 miliardi e 700 mila anni fa) gli elettroni (negativi) tendono a unirsi ,roteando, a forze di attrazione di segno positivo (protoni) nasce così l’atomo di idrogeno con numero atomico 1 e peso atomico di 1 u.m.a. unità di massa atomica; uno perché ovviamente è il primo elemento. L’idrogeno genera nuvole sempre piu’ grandi e massicce fino a crollare sotto il proprio stesso peso, compaiono così le stelle, che sprigionano una grande energia trasformando l’idrogeno in Elio. Collidendo i nuclei di elio si trasformano in carbonio. Il nucleo di carbonio assorbe altro elio e si trasforma in ossigeno. Le esplosioni generate dalle stelle che collidono proiettano gas stellare caldissimo contro le vecchie e fredde nuvole di idrogeno che risalgono al Big Bang, quindi in miliardi di galassie embrionali l’ idrogeno per la prima volta incontra l’ossigeno e in piccolissimi granelli di polvere congelati che formano la coda di stelle particolari come le comete, si forma una nuova molecola: l’acqua.

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PSP (Coriolus versicolor e cancro alla prostata)

PSP (Coriolus versicolor e cancro alla prostata)

Un fungo commestibile usato da secoli in Cina e in altri paesi asiatici per le sue qualita’ medicinali, la ‘coda di tacchino’ o Coriolus versicolor, si e’ rivelato altamente efficace nel combattere il cancro alla prostata. Scienziati dell’Universita’ di tecnologia del Queensland (Qut), in Australia, hanno dimostrato che il composto detto polisaccaropeptide (Psp), estratto dal fungo, ha avuto un’efficacia del 100% nel sopprimere lo sviluppo del cancro alla prostata in topi di laboratorio, colpendo le cellule staminali del tumore stesso e sopprimendo la sua formazione.
In una relazione sulla rivista della Public Library of Science, PLoS One, Patrick Ling dell’Istituto per la salute biomedica e l’innovazione della Qut, scrive che i risultati rappresentano un passo importante nel combattere una malattia tra le piu’ diffuse e letali. ‘Cio’ che volevamo dimostrare era se quel composto puo’ arrestare dall’inizio lo sviluppo dei tumori alla prostata… In passato altri inibitori hanno mostrato in sperimentazioni di ricerca un’efficacia del 70%, mentre con il Psp abbiamo osservato un’efficacia del 100%, per di piu’ senza alcun effetto collaterale’.
Ling aggiunge che le terapie convenzionali sono efficaci solo contro certe cellule cancerose, ma non quelle staminali, che danno inizio al cancro e fanno progredire la malattia. Il composto inoltre potra’ migliorare l’efficacia dei trattamenti correnti. ‘Il problema maggiore di tali trattamenti e’ che vi sono sempre dei tumori soffici residui, che resistono alle terapie. Ora potremo eliminare quei tumori residui, colpendo le cellule staminali, e cosi’ rafforzare la sopravvivenza d’insieme dei pazienti’, scrive.
In Asia il Coriolus versicolor e’ ambito da molti secoli per le sue efficacissime sostanze biovitali, per il conseguente valore fisiologico-nutrizionale e per l’effetto stimolante del sistema immunitario, soprattutto grazie all’elevata percentuale di polisaccaridi con legami proteici fra cui il Psp.

 

Mushroom compound heals cancer stem cells and prevents tumors

NaturalNews) Incredible new research out of Australia has shown that a compound called polysaccharopeptide (PSP), which comes from a type of mushroom called “Turkey Tail,” is 100 percent effective at targeting prostate cancer stem cells and suppressing tumor formation. The research, which has been published in the online journal PLoS ONE, represents the first to show that a natural substance is totally and completely effective in every single trial.

For the study, Dr. Patrick Ling, senior researcher from the Australian Prostate Cancer Research Centre in Queensland and the Institute for Biomedical Health & Innovation (IHBI) at QUT, and his colleagues fed PSP for 20 weeks to mice with prostate cancer. Compared to another group of prostate cancer mice not given PSP, which subsequently developed prostate tumors, the PSP group remained completely free of tumors.

“The findings are quite significant,” said Dr. Ling. “What we wanted to demonstrate was whether [PSP] could stop the development of prostate tumors in the first place. In the past, other inhibitors tested in research trials have been shown to be up to 70 percent effective, but we’re seeing 100 percent of this tumor prevented from developing with PSP.”

Turkey Tail mushrooms are native to many northern forests around the world, and they have been highly studied for their medicinal benefits. Particularly in China and Japan, Turkey Tail mushrooms are already used as anti-cancer medicine, as well as an antimicrobial, anti-malarial, and immunomodulating natural treatment. And besides PSP, Turkey Tail mushrooms contain many other anti-cancer compounds like beta-glucan-proteins, polysaccharide K (PSK), and ergosterol derivatives, all of which provide substantial health benefits.

“Our findings support that PSP may be a potent preventative agent against prostate cancer, possibly through targeting of the prostate cancer stem cell population,” added Dr. Ling.

Turkey Tail mushroom extracts with high levels of PSP and many other anti-cancer compounds can be found at most natural grocers, health food shops, and online vitamin and supplement venders.

Editor’s Note: NaturalNews is strongly against the use of all forms of animal testing. We fully support implementation of humane medical experimentation that promotes the health and well-being of all living creatures.

Sources for this story include:

Learn more: http://www.naturalnews.com/032574_Turkey_Tail_cancer.html#ixzz1iLzlBzce